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![]() testi e poesie di Gianni Gigliotti
Dalla Torre di Babele all'Impero Romano ogni cosa è caduca Stiamo subendo un disordine mondiale impensabile fino a qualche anno fa, prima contenuto in quanto nel bene e nel male moritorato (dalle democrazie, dalle dittature, dal terrorismo) con un certo risultato di stabilità anche se critico e spesso subito, oggi in via di incontenibile esondazione con capacità d'intervento inaduegate, con poche certezze e nessuna tranquillità. Segni che possiamo sintetizzare: fermenti e venti di guerra dei Paesi del Medioriente e altri Continenti, dalle minacciose armi nucleari proliferanti e incontrollabili; dagli scricchiolii di una economia senza più regole, alla mercè delle grandi speculazioni, incapace di rigenerarsi, di trovare un rimedio fine a se stessa, un bandolo per uscire dal tunnel sempre più buio; dalle alchimie disperate di diversi Paesi con cambiamenti di orientamento politico da una stagione all'altra, nella speranza spesso delusa di trovare un'ancora di salvezza; da una Natura violentata, sfruttata oltre ogni ingordigia, con la rottura del patto primordiale di equilibrio e reciproco rispetto con l'uomo, Natura che oggi presenta il conto con avvisaglie terribili e vendicative; con politici come soldati di ventura, interessati al solo bottino di casta, miopi e di scarsa cultura, impegnati nella riffa il cui premio non è tanto il servizio e il rispetto per i cittadini elettori, quanto il conto occulto in Svizzera, le tangenti, l'ostentazione del potere; la colpa imperdonabile di chi elude il proprio dovere di politico e di amministratore della cosa pubblica, speculando sul destino dei popoli, nulla facendo per porre fine a questo sciame di errori imperdonabili che stanno conducendo velocemente a una nuova apocalisse. Come tutte le architetture anche le più solide, le più mirabili, se non continuamente puntellate, prima o poi sono destinate a crollare come la Torre di Babele o l'Impero Romano. Giochiamo pure a questa improbabile 'fine del mondo' ma preoccupiamoci seriamente del divenire dell'umanità.
LA CABALA DELLA FINE DEL MONDO
Ci sarà, oppure è solo la solita bufala mediatica, questa 'fine del mondo' annunciata con tanto clamore per il 21 dicembre del 2012 ?. Certo che 'la paura fa novanta' non fosse altro per i tragici 'segni promonitori' di questi ultimi tempi: segni di oblio e di degrado morale, segni di sconvolgimenti naturali e sociali. THE SHOW MUST GO ON
Già sono in commercio i cornetti anti jella, napoletani originali che altrimenti non sono efficaci, centinaia di bunker in costruzione per la pappa&ciccia dei magnati, i soliti quattro politici che ridono a crepapelle che tanto neppure la fine del mondo, se mai fosse, riuscirà a scollarli dalle loro poltrone. E poi, suvvia, nessun rimpianto, nessuno tragico addio: che
in fondo lasciamo solo scorie di infimo valore, veleni e
qualche scampolo di odio, scientificamente abbiamo depredato
ogni angolo di questa pallina di ceralacca superbamente
chiamata "pianeta Terra" ma che in verità abbiamo da tempo
svenduta al mercato delle pulci. Ognuno di noi ha le sue pazzie da frullare, qualche scheletro nell'armadio, una pistola nascosta nel cassetto. Basta pensarci per tempo a questo 21 dicembre 2012, l'eventuale decesso abbreviato per cause di forza maggiore altro non è che il classico incidente di percorso, prima o poi capita a tutti, in fondo la vita è breve, è come quelle scalette di pollaio corte e con gli scalini sporchi di sterco.
IL PRINCIPIO DELLA FINE
olocausto il principio della fine segni promonitori
L'ULTIMA PROFEZIA E' iniziato il conto alla rovescia per questo 21 dicembre 2012: che palesa il riferimento al calendario Maya, comparato con i testi dei Sumeri, Babilionesi, Ebraici e per alcune sincronie anche con il nostro calendario modellato su quello di Nippur (4.400 anni a.C.). O più realisticamente è una bufala, uno sproliloquo mediatico, una sporca operazione commerciale, una prova di condizionamento mentale con l'insinuazione del dubbio e della paura.
Ed è risibile, purtroppo, quando le istituzioni o le religioni del mondo, richiamano ad una morale che abbia come cardini la coscienza e la giustizia: l'uomo non è più capace di ascoltare e comprendere. Se non il 21 dicembre 2012, è comunque imprenscindibile l'appuntamento per quando si dovranno sbrogliare i conti con Madre Natura, sfruttata ed avvelenata impunemente: che è puntuale, non rimanda e non perdona e che potrebbe far sentire presto il suo urlo di vendetta.
![]() Diceva un amico
OUVERTURE WAGNERIANA
La data è ormai scientificamente confermata, nessuna perplessità di calcoli errati, fidiamoci dei nostri bravi Mandrake-Maya: che poi, quel 21 dicembre, sarà anche un giorno particolare, potremo finalmente raccogliere a piene mani ciò che con tanta protervia abbiamo seminato e che ci spetta di... diritto. "Già si sente il suono intenso di questa ouverture wagneriana, la terra sempre più di frequente urla il dolore delle sue ferite con sussulti improvvisi e violenti". ![]() Appunto l'ouverture, l'anteprima a scrufuliare i ciechi e i sordi, gli increduli e i distratti, gli struzzi e i fatalisti: con il veemente susseguirsi di terremoti, maremoti con onde anomale ed assassine, tenaglie di ghiaccio ad imprigionare navi come giocattoli, slavine e smottamenti improvvisi, migrazioni folli di cetacei con incomprensibili suicidi di massa. Senza tralasciare, per ipocrito perbenismo, l'imbarbarimento delittuoso dell'uomo volto a giustificare nefandezze di ogni genere, impunito e con deliri di onnipotenza.
"E' mezzanotte in punto del 20 dicembre, si scende signori, la carrozza della vita terrestre ha terminato la sua corsa, non dimenticate i bagagli e conservate il biglietto di percorso come ricordo di un altro tempo, di un altro mondo, purtroppo il ritorno non è previsto".
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SENZA PIU' RITORNO Ridiamoci pure
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e dei lacerati segmenti
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QUEL CHE SUCCEDERA'
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LA STUPIDITÀ DELL'UOMO MODERNO Homo Sapiens o uomo stupido tanto da rendersi colpevolmente irresponsabile? Dei nostri progenitori, capaci di camminare eretti, accendere il fuoco, inventare la ruota, volare come gli uccelli, estrarre idrocarburi dalle vene del sottosuolo, spezzare l'atomo, andare sulla luna, oggi pare ininfluente l'esperienza del trascorso come stimolo di pensiero illuminato per il presente: pensiero sgretolato da eventi che appaiono sempre più incalzanti, ingovernabili, non più imbrigliati dalla logica e dalla capacità di una corretta gestione. Così come nel 2011 l'incidente della piattaforma Deepwater, come in questo 2011 appena archiviato il disastro di Fukushima, sono segni premonitori che qualcosa di molto grande, di imperscrutabile sta velocemente interferendo su questo nostro coccio di pietra pomposamente chiamato Pianeta Terra. Sicuramente l'orizzonte del progresso umano, dopo lo sfruttamento delle fonti ultime del petrolio e dell'energia nucleare, del sole come limitata alternativa, ha urgente necessità di aprirsi a nuove frontiere energetiche meno pericolose e più consoni a cementare l'equilibrio nobile tra l'uomo e la natura. Non è che ci sia molto tempo a disposizione, le ferite inferte a questo nostro mondo sono state canagliesche, tanto deleterie quanto insensate, la guarigione è difficile, il buon senso e la capacità di voler ricominciare in modo corretto sono presupposti incerti e a rischio della stupidità dell'uomo moderno.
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21 DICEMBRE 2012 |
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21 dicembre 2012 un giorno |
la solita il megafono e se mai ci sarà |
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NON OSAVANO IMMAGINARE dopo il 21 dicembre del 2012, la fine del primo mondo, i nuovi abitanti del pianeta, studiando la storia del tempo, non osavano immaginare che esseri umani avessero impunemente resi schiavi altri esseri umani fratelli per avidità di pezzi di carta e metalli ferrosi.
Il superamento di ogni bisogno, la conquista del cielo, sogno di ogni epoca umana era realtà. Da “Il dolce sapore del cielo” |
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