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testi e poesie di Gianni Gigliotti


"...non ha più frutti il pesco, nè fiori il prato, non ha più rondini l'estate, nè guizzi di pesci il lago, la paura come tempesta di gramigna abbiamo seminato e come uovo di uccello rapace l'odio covato, smarrita è la speranza, inaridito il cuore, non ha più luce il cielo, il mare, il sole, nell'osteria del tempo i dadi son truccati, è la fine del mondo, l'ultima partita.

 

Dalla Torre di Babele all'Impero Romano ogni cosa è caduca
DISORDINE MONDIALE,
LE PRIME AVVISAGLIE DI UN CAMBIAMENTO EPOCALE
la 'fine del mondo' è inverosimile ma il fiume della vita è già esondato

Stiamo subendo un disordine mondiale impensabile fino a qualche anno fa, prima contenuto in quanto nel bene e nel male moritorato (dalle democrazie, dalle dittature, dal terrorismo) con un certo risultato di stabilità anche se critico e spesso subito, oggi in via di incontenibile esondazione con capacità d'intervento inaduegate, con poche certezze e nessuna tranquillità.

Segni che possiamo sintetizzare:

fermenti e venti di guerra dei Paesi del Medioriente e altri Continenti, dalle minacciose armi nucleari proliferanti e incontrollabili;

dagli scricchiolii di una economia senza più regole, alla mercè delle grandi speculazioni, incapace di rigenerarsi, di trovare un rimedio fine a se stessa, un bandolo per uscire dal tunnel sempre più buio;

dalle alchimie disperate di diversi Paesi con cambiamenti di orientamento politico da una stagione all'altra, nella speranza spesso delusa di trovare un'ancora di salvezza;

da una Natura violentata, sfruttata oltre ogni ingordigia, con la rottura del patto primordiale di equilibrio e reciproco rispetto con l'uomo, Natura che oggi presenta il conto con avvisaglie terribili e vendicative;

con politici come soldati di ventura, interessati al solo bottino di casta, miopi e di scarsa cultura, impegnati nella riffa il cui premio non è tanto il servizio e il rispetto per i cittadini elettori, quanto il conto occulto in Svizzera, le tangenti, l'ostentazione del potere;

la colpa imperdonabile di chi elude il proprio dovere di politico e di amministratore della cosa pubblica, speculando sul destino dei popoli, nulla facendo per porre fine a questo sciame di errori imperdonabili che stanno conducendo velocemente a una nuova apocalisse.

Come tutte le architetture anche le più solide, le più mirabili, se non continuamente puntellate, prima o poi sono destinate a crollare come la Torre di Babele o l'Impero Romano.

Giochiamo pure a questa improbabile 'fine del mondo' ma preoccupiamoci seriamente del divenire dell'umanità.

 

 

LA CABALA DELLA FINE DEL MONDO
('la paura fa novanta')

Ci sarà, oppure è solo la solita bufala mediatica, questa 'fine del mondo' annunciata con tanto clamore per il 21 dicembre del 2012 ?. Certo che 'la paura fa novanta' non fosse altro per i tragici 'segni promonitori' di questi ultimi tempi: segni di oblio e di degrado morale, segni di sconvolgimenti naturali e sociali.
L'uomo è consapevole, è colpevole di aver oltrepassato i limiti inviolabili della moralità come fattore di civile convivenza e della scienza applicata come progresso di benessere degenerando a fabbrica di mostri operanti fuori da ogni regola legittima. Più che una implosione del pianeta Terra, così come immaginiamo, sarà verosimilmente come la Torre di Babele a crollare su se stessa a motivo delle fondamenta poggiate sulla sabbia dell'arroganza.
Forse tutto ciò sarà conseguenza, ovvia, di un destino prestabilito, l'inizio della fine, a lungo manipolato dalle oscure legioni dei cattivi maestri, o forse perchè uomini senza memoria e senza lungimiranza hanno gettato nella polvere come stracci sbiaditi i vessili basilari dei nostri Padri, la giustizia e la responsabilità delle proprie azioni.
Se finirà davvero questo mondo sbillacco ci sarà poco da commiserare, molto da biasimare, poco o nulla da rimpiangere e sopratutto nulla da ricordare.

THE SHOW MUST GO ON


Ma che fretta c'è per questo 21 dicembre 2012, la fine del mondo annunciata secondo la profezia che si rifà al calendario Maya, verosimilmente un business programmato e un'idiozia conclamata?.

Già sono in commercio i cornetti anti jella, napoletani originali che altrimenti non sono efficaci, centinaia di bunker in costruzione per la pappa&ciccia dei magnati, i soliti quattro politici che ridono a crepapelle che tanto neppure la fine del mondo, se mai fosse, riuscirà a scollarli dalle loro poltrone.

E poi, suvvia, nessun rimpianto, nessuno tragico addio: che in fondo lasciamo solo scorie di infimo valore, veleni e qualche scampolo di odio, scientificamente abbiamo depredato ogni angolo di questa pallina di ceralacca superbamente chiamata "pianeta Terra" ma che in verità abbiamo da tempo svenduta al mercato delle pulci.
"The show must go on", abbiamo ancora tempo per annegare in questa sciacquio mediatico, tanto basta per impegnarci "seriamente" a portare a degno compimento questa fine del mondo: che bisogna essere precisi e gli impegni vanno sempre rispettati.

In fondo diciamo la verità, ci siamo anche divertiti, furbescamente giocando a "ruba mazzetto" con la vita, barando ovviamente, con deliri di onnipotenza, manipolazioni oscene come la clonazione, droghe sempre più pesanti, avventurosi percorsi in (trans)siti pericolosi, ninfette ed escort alla coque come uova di giornata.

Ognuno di noi ha le sue pazzie da frullare, qualche scheletro nell'armadio, una pistola nascosta nel cassetto. Basta pensarci per tempo a questo 21 dicembre 2012, l'eventuale decesso abbreviato per cause di forza maggiore altro non è che il classico incidente di percorso, prima o poi capita a tutti, in fondo la vita è breve, è come quelle scalette di pollaio corte e con gli scalini sporchi di sterco.

Così per tutti, che i "Cavalieri dell'Apocalisse" già sono allertati e fremono pregustando una mirabolante vendemmia, "il vino fa buon sangue", sicuramente ad eclissare le più efferate tragedie trascorse, i milioni di ebrei trucidati nelle camere a gas, i milioni di dissidenti scomparsi nei gulag sovietici.
Insomma, non preoccupiamoci più di tanto, se qualcuno nutre qualche dubbio su questa catastrofe prossima annunciata, lasci pure tranquillamente i quattrini in banca e l'amante sotto le lenzuola: il 22 dicembre 2012, il giorno dopo, probabilmente nulla sarà cambiato, sempre lo stesso mondo approssimativo con l'uomo ugualmente egoista ed ingarbugliato: se poi, al contrario qualcuno altro sarà deluso dalla notizia rivelatasi falsa, c'è sempre il modo di rimediare aprendo quel cassetto con la pistola e provvedendo coerentemente di propria spontanea iniziativa.

 

 

IL PRINCIPIO DELLA FINE

Chernobyl
Fukushima
Tricastin

olocausto
dei nostri giorni
nubi radioattive
come fumi dei camini
delle camere a gas

il principio della fine

segni promonitori
di una nuova apocalisse
i primi anelli concatenati
della pazzia dell'uomo
assassino di se stesso.

 

 

 

L'ULTIMA PROFEZIA
l'uomo non è più capace di ascoltare e comprendere

E' iniziato il conto alla rovescia per questo 21 dicembre 2012: che palesa il riferimento al calendario Maya, comparato con i testi dei Sumeri, Babilionesi, Ebraici e per alcune sincronie anche con il nostro calendario modellato su quello di Nippur (4.400 anni a.C.).

O più realisticamente è una bufala, uno sproliloquo mediatico, una sporca operazione commerciale, una prova di condizionamento mentale con l'insinuazione del dubbio e della paura.

E' comunque verità assodata che l'uomo altro non è che la cruda biologia del proprio cervello fragile, intriso di paranoia, di materialismo sempre più spregiudicato ed arrogante, imbarbarito e stolto, ingannato e ingannevole, indifferente al divenire come conquista di una società equa ed armoniosa: non ha nessuna importanza se ogni giorno muiono milioni d'individui per fame, o per guerre con fini inconfessabili, la cruda realtà è che le tragedie di alcuni popoli sono il volano di una economia canagliesca dove la disperazione di molti è il concime per la ricchezza di pochi.

Ed è risibile, purtroppo, quando le istituzioni o le religioni del mondo, richiamano ad una morale che abbia come cardini la coscienza e la giustizia: l'uomo non è più capace di ascoltare e comprendere.

Se non il 21 dicembre 2012, è comunque imprenscindibile l'appuntamento per quando si dovranno sbrogliare i conti con Madre Natura, sfruttata ed avvelenata impunemente: che è puntuale, non rimanda e non perdona e che potrebbe far sentire presto il suo urlo di vendetta.

 


Diceva un amico
'stai attento
che oggi il mondo
va a puttane'

quell'amico
è morto di sifilide
e la compagna
ancora batte
sui marciapiedi
delle strade

comunque
se questo mondo
finirà davvero
pronto è il decreto
'salva vita'
per i soliti politici
italiani
qualche ballerina
qualche ruffiano.

 

 

 

OUVERTURE WAGNERIANA

Ubriachiamoci con l'ultimo shopping, tra poco si scende dalla carrozza della vita terrestre, in fondo il prossimo venturo 21 dicembre 2012 altro non sarà che il solito ineluttabile incidente di percorso, prima o poi capita a tutti di avere una irreparabile avaria al motore, una banalità di ordinaria consuetudine.

La data è ormai scientificamente confermata, nessuna perplessità di calcoli errati, fidiamoci dei nostri bravi Mandrake-Maya: che poi, quel 21 dicembre, sarà anche un giorno particolare, potremo finalmente raccogliere a piene mani ciò che con tanta protervia abbiamo seminato e che ci spetta di... diritto.

"Già si sente il suono intenso di questa ouverture wagneriana, la terra sempre più di frequente urla il dolore delle sue ferite con sussulti improvvisi e violenti".

Appunto l'ouverture, l'anteprima a scrufuliare i ciechi e i sordi, gli increduli e i distratti, gli struzzi e i fatalisti: con il veemente susseguirsi di terremoti, maremoti con onde anomale ed assassine, tenaglie di ghiaccio ad imprigionare navi come giocattoli, slavine e smottamenti improvvisi, migrazioni folli di cetacei con incomprensibili suicidi di massa. Senza tralasciare, per ipocrito perbenismo, l'imbarbarimento delittuoso dell'uomo volto a giustificare nefandezze di ogni genere, impunito e con deliri di onnipotenza.

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In fondo, a tutt'oggi, abbiamo goduto come pazzi di questo ben di Dio, con uno shopping forsennato, con l'uso debordante di nuove carte di credito ben più comode di quelle di un tempo vincolate della coscienza: svuotati gli scaffali e riempiti i carrelli con alberi e fiori, laghi e fiumi, pianure e montagne, sole e mare, pesci e bisonti, uccelli e farfalle, tutta merce di poco conto e in saldo perenne, usa e getta senza alcuna remora a conservare: e che i nostri figli non "rompano", e i nipoti ancor meno, implosa la terra ci saranno altri pianeti dove andare a trastullarsi e coprire di umana spazzatura.

"E' mezzanotte in punto del 20 dicembre, si scende signori, la carrozza della vita terrestre ha terminato la sua corsa, non dimenticate i bagagli e conservate il biglietto di percorso come ricordo di un altro tempo, di un altro mondo, purtroppo il ritorno non è previsto".

 

 

 

SENZA PIU' RITORNO

Ridiamoci pure
ma in verità
c'è paura
per questa annunciata
fine del mondo

che poi
a preoccuparci
è il fatto inconfutabile
che ad ogni inizio
sempre e comunque
corrisponde una fine

non perchè crediamo
alle cassandre
falsi profeti
giullari prezzolati
e calendari del futuro

ma perchè

è legge naturale
è fatto scientifico
l'instabile sincronia
degli astri

 

e dei lacerati segmenti
del tempo
è come
una guerra terminale
con il nucleo atomico
esploso all'impazzata
senza più ritorno
senza feriti
senza prigionieri

solo morti

forse qualche
scoria residua
vagherà
nello spazio siderale
come seme
di novello argonauta

forse
un fiore sconosciuto
nascerà in un campo
di meteoriti ospitali
ad accendere
un'alba di speranza.

 

   
 

QUEL CHE SUCCEDERA'
PAROLA DEL MAESTRO QUETZA SHA INVIATO DAI MAYA

Non sarà l'apocalisse ma il battesimo cosmico di una nuova era: il cambio vibratorio di frequenza, la chiusura della catena del dna nella quale è presente tutta l'architettura dell'informazione umana. Parola di Quetza Sha, uno dei 27 anziani eletti dell'ordine superiore dei Maya, custode dei sacri sigilli degli antichi codici spirituali, incaricato d'illuminare le nostre menti in transito di deliquio e svelare con assoluta certezza il divenire prossimo del mondo, giorno per giorno, fino alla notte ultima del 20 dicembre del 2012: oltre è un azzardo e il maesto non si pronuncia. Ma per i mesi precedenti, non c'è alcun problema, parola limpida e senza ombra di dubbio di Quetza Sha: per chi vuole conoscere in anticipo cosa succederà, i segni promonitori, basta prenotare un colloquio strettamente personale con il maestro previo anticipo di 180 euro in contanti considerato che non possiede carte di credito. Inoltre, per entrare in sintonia con il maesto e percepirne le vibrazioni rivelatrici, è necessario portare con sè un pacchetto di zucchero di canna, un mazzo di fiori freschi di campo umidi di rugiada, un pugno di ceci e di fagioli, sette bacchette d'incenso, un piccolo cristallo di rocca, una scatola di metallo con entro sassolini da agitare per produrre suoni e attirare gli arcani. Il maestro attualmente in tournée in Italia, invitato in qualche bizzarro consesso, si presenta addobbato con suntuosi vestiti arabescati, abbracciando alberi dai quali dice di trarre linfa interiore, alternando con collegamenti via breve con il sole dal quale aspira energia: ha predetto che solo lui, i seguaci dei 180 euro ed alcuni eletti appartenenti alla sacra geometria dell'anima dimensionale, si salveranno da questa certa fine del mondo.

 

 

 

LA STUPIDITÀ DELL'UOMO MODERNO

Homo Sapiens o uomo stupido tanto da rendersi colpevolmente irresponsabile? Dei nostri progenitori, capaci di camminare eretti, accendere il fuoco, inventare la ruota, volare come gli uccelli, estrarre idrocarburi dalle vene del sottosuolo, spezzare l'atomo, andare sulla luna, oggi pare ininfluente l'esperienza del trascorso come stimolo di pensiero illuminato per il presente: pensiero sgretolato da eventi che appaiono sempre più incalzanti, ingovernabili, non più imbrigliati dalla logica e dalla capacità di una corretta gestione. Così come nel 2011 l'incidente della piattaforma Deepwater, come in questo 2011 appena archiviato il disastro di Fukushima, sono segni premonitori che qualcosa di molto grande, di imperscrutabile sta velocemente interferendo su questo nostro coccio di pietra pomposamente chiamato Pianeta Terra. Sicuramente l'orizzonte del progresso umano, dopo lo sfruttamento delle fonti ultime del petrolio e dell'energia nucleare, del sole come limitata alternativa, ha urgente necessità di aprirsi a nuove frontiere energetiche meno pericolose e più consoni a cementare l'equilibrio nobile tra l'uomo e la natura. Non è che ci sia molto tempo a disposizione, le ferite inferte a questo nostro mondo sono state canagliesche, tanto deleterie quanto insensate, la guarigione è difficile, il buon senso e la capacità di voler ricominciare in modo corretto sono presupposti incerti e a rischio della stupidità dell'uomo moderno.

 

 

 

21 DICEMBRE 2012
non finirà il mondo, ma non è certo

 


21 dicembre 2012

un giorno
qualsiasi
di un anno
qualunque
oppure l'inizio
della fine
del mondo?

 

la solita
cabala
di un Cagliostro
imbroglione
o la verità celata
del calendario
dei Maya?

il megafono
stonato
di cialtroni
e alchimisti
o il tragico impatto
di pianeti distratti?

e se mai ci sarà
questa fine
improvvisa
quale occasione
più giusta per ripulire
un mondo sbagliato?

 

 

 

 

 

NON OSAVANO IMMAGINARE

dopo il 21 dicembre del 2012, la fine del primo mondo, i nuovi abitanti del pianeta, studiando la storia del tempo, non osavano immaginare che esseri umani avessero impunemente resi schiavi altri esseri umani fratelli per avidità di pezzi di carta e metalli ferrosi.

Il superamento di ogni bisogno, la conquista del cielo, sogno di ogni epoca umana era realtà.
Coloro che avevano visto il passato ricordavano con terrore quella epoca e la cancellavano subito dalla mente.
Tanto era forte il crampo che prendeva lo stomaco!
I nati nella nuova epoca, quando leggevano certi libri o vedevano certi film erano restii a credere che il mondo avesse visto realtà di quel tipo.
Non osavano immaginare che esseri umani potessero utilizzare, come schiavi o finti liberi, altri esseri umani per avere dei miseri pezzi di carta o dei pezzi di materiale ferroso.
Non osavano immaginare che tanta gente non avesse un lavoro, una casa;
che tante persone non mangiassero abbastanza e altre morissero addirittura di fame ;
che i bambini morissero per mancanza di cibo.
Non osavano immaginare che esseri umani uccidessero altri esseri umani per motivi futili e banali; che ci fossero le guerre;
che si distruggessero con le bombe tesori millenari, testimoni della storia della’umanità;
che un liquido brutto e nero fosse così importante.
Non osavano immaginare che donne e uomini vendessero il loro corpo e, a volte, anche la loro anima per apparire in televisione, sui giornali;
che le persone non esprimessero quello che sentivano nei cuori, ma solo quello che conveniva ai loro interessi;
che un organo, chiamato Stato, imponesse tasse e decidesse sulle scelte delle persone in tema di rapporti d’amore e di vita, decidesse il giusto e l’ingiusto;
che si nascondesse la conoscenza e si diffondesse l’ignoranza;
che un malato dovesse pagare per essere curato;
che la scuola non insegnasse sapere, ma ideologie;
che un laureato non trovasse occupazione;
che non si lavorasse o si lavorasse a soli periodi;
che l’informazione fosse solo al servizio di chi godeva del guadagno e nascondesse la verità;
che chi produceva era povero e chi non produceva era ricco;
che si andasse in pensione, orma,i vecchi e, dopo una vita di lavoro, fosse dura tirare avanti;
che non tutti avessero una casa e che le case fossero diverse da persona a persona;
che chi praticasse lo sport non lo facesse per passione e piacere, ma per denaro;
che la donna non fosse ritenuta pari all’uomo e vivesse una condizione, spesso, negativa;
che si dovessero pagare i trasporti e che i mezzi fossero così carenti;
che gli anziani fossero abbandonati al loro destino, perché, ormai, improduttivi.
Non riuscivano ad immaginare che ci fossero le armi;
che ci fossero gli eserciti, la polizia, le guardie varie;
che ci fossero le banche, le assicurazioni.
Non riuscivano ad immaginare una politica, fatta non per le esigenze comuni, ma per gli interessi di comitati d’affai e, anche, di bande di criminali.
Non riuscivano ad immaginare che la stragrande maggioranza della popolazione, che viveva in condizioni precarie, non si ribellasse e, anzi, prendesse a modello proprio coloro, che avevano interesse a tenerli in quella situazione di sottomissione.
I figli del nuovo mondo non osavano credere, studiando la storia del tempo, che potessero essere esistiti periodi così bui e tristi per l’umanità“.

Da “Il dolce sapore del cielo”
di Giuseppe Calocero