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Gianni Gigliotti
Copyright 2009 "A.R."

 

In questo millennio appena iniziato, così tecnologico e foriero di strabilianti conquiste scientifiche, ma anche così inquieto e imperscrutabile, è sintomatico il forte desiderio dell'uomo d'indagare sui fatti primari di memoria storica quasi alla ricerca dell'"arca perduta" intesa come risveglio liberatore da un sonno da tempo sopito.

 

“San Francesco parlava con gli animali,
Don Luigi Borello afferma di riuscire
a dialogare con le pietre”


Don Luigi Borello, scienziato straordinario, sacerdote di particolare sensibilità ed impegno pastorale, professore di fisica  e membro emerito d’importanti Accademie Scientifiche, promotore della “Fondazione Cesare Colangeli, consulente della N.A.S.A.

“La Creazione attende con impazienza
e nutre la speranza di essere lei pure liberata
dalla schiavitù della corruzione
per entrare nella libertà”
(San Paolo)

 

Un sogno rincorso per circa quarant’anni con forte impegno e passione, sfociato in una clamorosa scoperta, la “Cronovisione” cioè la possibilità concreta (con strumentazione specifica e tecnicamente fattibile) di poter vedere ed ascoltare ciò che le particelle della materia inanimate hanno immagazzinato, memorizzato, così come succede per i neuroni del nostro cervello: un’analisi oggi scientificamente condivisa in quanto, una volta riusciti a determinare fisicamente in che consiste la memoria, ne consegue la spiegazione unitaria di tutti i fenomeni che avvengono nell’universo, nessuno escluso, dalla formazione della materia alla presenza della radiazione, dall’origine della vita alla base fisica del pensiero.


“Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato,
né di segreto che non sarà conosciuto”
(dal Vangelo secondo Luca, 12, 2/3)

 

La complessità dell’argomento, la necessità di espressione semplice ed immediata, peculiarità dei blog di informazione, non permette un approfondimento nozionistico con calcoli, formule e schemi di difficile comprensione se non per gli addetti ai lavori. Gli interessati potranno comunque avere notizie complete, esaurienti, visionando i moltissimi siti di riferimento, oltre ai volumi a stampa:
Luigi Borello, “Come le pietre raccontano”, Giribaudo editore, Cavallermaggiore 1989.
Luigi Leonardo Borello, “La più grande conquista del sapere”, postumo, Giovanni Borello editore, Savona 2002.
Cesare Colangeli, “Materia e radiazione”, Hoepli editore, Milano 1950.


SINTESI BIOGRAFICA

Don Luigi Borello è nato a Pezzolo Valle Uzzone (Cuneo) il giorno di Natale del 1924.

Ordinato sacerdote ad Alba, il 27 luglio del 1950.

Nel 1954 abbandona Alba, l’insegnamento quale professore presso il Gabinetto Scientifico della “Società San Paolo”, trasferendosi a Varazze (SV).

Per oltre quarant’anni prosegue privatamente gli studi che tanto lo appassionano, approntando anche le relative apparecchiature di supporto.

Il 6 luglio del 1988 annuncia alla Comunità Scientifica la conclusione dei suoi studi relativi alla “Cronovisione”, con forte impatto emotivo e risalto da parte dei media di tutto il mondo.

 

Muore il 22 febbraio del 2001, nel laboratorio scientifico allestito presso la colonia elioterapica diocesana di Varazze della quale era direttore dal 1964.

 

 

 

DAL TESTAMENTO SPIRITUALE
(Varazze, 16 ottobre 1960)


“…Signore Dio, Colui che nel mio libro chiamo Colui che sempre è stato e sempre sarà, dammi la grazia di completare la mia opera… di poter perfezionare il mio impegno, provare a condurlo allo scopo di portare la scienza e la Tua opera alla coscienza di tutti e soprattutto degli scienziati”.



“Decisamente la Verità è in cammino.
Una nuova visione rinasce da queste ceneri sempre calde,
rivelandoci la vita ardente e l’anima perfettibile della Materia
sorta dalla Forza unica e condensata”.
(Jollivet Castelot)

 

A conclusione di questa breve testimonianza, riporto alcune parti di un mio precedente articolo, del 2002, pubblicato in appendice al libro “La più grande conquista del sapere”.

Può sembrare come una storia irrazionale, bizzarra, o addirittura inventata, magari il copione di un film: è invece tutto vero, documentato, controllabile. I casi della vita, si sa, a volte sono curiosi e imponderabili. Ho conosciuto Don Luigi Borello oltre quarant’anni fa (a oggi, anno 2009, ndr), complice la comune passione per la filatelia. Mai comunque avrei immaginato che dalla frequentazione, reciproca stima ed amicizia, Don Borello mi rivelasse alcuni dei suoi più gelosi e reconditi segreti: i risultati d’importantissimi esperimenti scientifici ottenuti a seguito di complessi studi che hanno “condizionato” ogni suo momento, un impegno passionale con riscontri e apprezzamenti significativi da parte di colleghi scienziati, con interventi e relazioni in congressi specifici, numerose pubblicazioni e articoli inerenti sulla stampa internazionale.

Ho il dovere di evidenziare alcune precisazioni, al fine di motivare questo mio intervento.

Al tempo del primo incontro con Don Luigi Borello avevo da poco terminato il servizio militare a Roma quale addetto alla segreteria tecnica-permanente del Consiglio Scientifico della Difesa.
Per quanto riportato sono ovviamente autorizzato alla divulgazione, per come riportato ho fatto riferimento palese a quanto già noto o pubblicato da Don Luigi Borello: allo scopo di evitare errate interpretazioni, asserzioni non consoni, peggio ancora illazioni.
Ho volutamente e pazientemente atteso per lungo tempo prima di decidermi a scrivere queste brevi note per non dar adito ad allarmismi, né eccessive speranze o delusioni, per non infrangere quel sottile diaframma che divide il lecito dall’illecito, la semplice teoria come avvallo tout-court di una realtà ancora a divenire.

Per comune definizione, la “Cronovisione” è la possibilità di rivedere immagini e risentire suoni del passato, operando in modo opportuno (tecnologico) su qualsiasi agglomerato di materia inerte a suo tempo similmente impressionata (cioè immagini e suoni che nel passato hanno lasciato traccia nel loro impatto con la materia).
Alcuni precedenti storici: già nel 1937 lo scrittore Edoard Rehin, nel suo libro “Il miracolo delle onde” accennava ad una ipotesi similare.
Nel 1972, intervistato dalla “Domenica del Corriere”, il benedettino Padre Pellegrino Ernetti dava la clamorosa notizia (poi rivelatasi infondata) di una “macchina del tempo” già approntata e funzionante, in grado d’inviare onde magnetiche verso lontani corpi celesti, onde riflesse nell’impatto, e di ritorno verso il pianeta Terra (esperimento effettuato per primo dalla N.A.S.A., oggi di comune riscontro).

E’ anche doveroso precisare che gli esperimenti condotti da Don Luigi Borello hanno portato alla rivelazione tangibile di sole tracce di immagini e suoni dal passato; un “cronovisore” (apparecchio per molti aspetti simile a un televisore) non è ancora stato compiutamente realizzato (benchè di facile produzione conoscendone i componenti tecnologici) a motivo di una conseguente diffusione commerciale pericolosa con opportunità di un utilizzo fraudolento, come la violazione rivelazione di delicati o inconfessabili segreti.
Don Luigi Borello, in un certo senso, l’imprimatur per la sua scoperta lo aveva già ottenuto dal proprio Ordinario, il Vescovo emerito di Alba Monsignor Fausto Vallaine che così scriveva:
“Carissimo Don Luigi, mi rallegro fervidamente di questa tua importante realizzazione editoriale (il libro “Come le pietre raccontano”) che attesta ad esuberanza il tuo grande impegno nella ricerca scientifica.
… leggendo alcune pagine mi è venuto in mente un noto pensiero di Pascal circa la incommensurabile ricchezza giacente nel Creato che supera ogni nostra capacità immaginativa che pure è tanto fertile e non si stanca mai”. …(omissis)…

 

“Nel cortile della reggia c’è un profondo pozzo, scendendovi si giunge ad un grande specchio posto sul fondo. Da qui non solo è possibile udire tutto quello che viene detto sulla Terra, ma anche vedere ciò che accade proprio come se lo avessimo davanti agli occhi”.
(“Il viaggio nella luna”, fiaba dell’antica Grecia).

 

L'UOMO

I progressi della scienza, nel loro divenire, evidenziano le nostre limitazioni rispetto ai misteri dell'universo, facendoci comprendere che al di sopra delle nostre dimensioni umane, c'è Qualcuno o Qualcosa di altamente incommensurabile.

Ho ripensato più volte queste brevi note, indeciso se apportarle: Don Luigi Borello, come uomo, nel riservato quotidiano, nulla di coinvolgente aveva con il sacerdote e lo scienziato.


Della famiglia, dei luoghi d'infanzia, degli studi giovanili, della passione per la scienza e i primi approcci di laboratorio, i lettori possono avvalersi dell'ampia documentazione riportata su Internet.

Ho ancora vivo il ricordo della delusione di Don Luigi Borello, come scienziato universalmente riconosciuto, nei riguardi delle alte gerarchie ecclesiastiche, Vaticano compreso, che mai avevano dato riscontro ai suoi studi pur se puntualmente documentati e fatti pervenire per doverosa conoscenza: a tale proposito, è noto un documento ufficiale della Santa Sede di severo monito e censura rivolto a coloro del clero che perseguono ricerche ed operano esperimenti non consoni alla sfera religiosa, ivi inclusa e sott'intesa la "Cronovisione".

Risulta che a poche ore dell'improvviso decesso, il laboratorio di Don Luigi Borello fu immediatamente secretato e in seguito ogni cosa trasferita: nulla si è più saputo.

Perché non si procede pubblicamente, con la presenza di scienziati operanti nel ramo, a riproporre le fasi salienti di tali esperimenti verificandone l'attendibilità sia della parte teorica così ampia ed esplicativa di formule e grafici, sia della parte tangibile operativa conseguente?.
Quali sono le motivazioni, se motivazioni ci sono, di questa impenetrabile cortina di silenzio?.


"... esistiamo da sempre e sempre eliminiamo tutto ciò che può creare il dubbio, che può turbare la certezza così come oggi acquisita sul nostro passato.
La Storia deve essere quella tranquillizzante così come scritto sui libri di scuola e se qualche scoperta mette a repentaglio questa certezza, se ciò che deve rimanere segreto rischia di essere divulgato, necessita intervenire operando in modo che le falle apertesi sul nostro passato vengano eliminate.
Se ciò implica la distruzione di esseri umani, tanto peggio: cosa sono poche miserabili vite in confronto agli incontrollabili sconvolgimenti che simili scoperte provocherebbero nell'umanità?".

(Stefano di Marino, "I mondi perduti", da Martin Mystere, 1992 Sergio Bonelli editore, Milano)