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   Lettera di   quietanza  per   un   importo complessivo  di lire   1.291   per   fornitura di materiale  di    allestimento e supporto di un brigantino in procinto di salpare dal porto di Savona nel  1834.
   Fornitura effettuata da Gio Batta Aonzo fu Giacomo, "calafatto stoppiere", titolare di  magazzino di    Provveditoria Navale al nį1 di via delle Mancine al Molo.
   Elegante la carta intestata con  fregi e due  suggestive  immagini di velieri, uno in navigazione  con    faro e l'altro in rada per operazioni   di    carico e   scarico,   con stampa  litografica   eseguita  dalla    tipografia savonese Amendolese.

 

Savonesi e fratelli, capitani di lungo corso, con alterne fortune e vicissitudini.
Proponiamo due straordinari e inediti documenti riferiti a Carlo Emanuele Bandini

(archivio storico G.Gigliotti)

" ........ imbarcate le seguenti mercanzie per Genova (40 casse di china) a bordo del Brigantino di Bandiera Sarda San Vincenzo comandato dal Capitano Carlo Emanuele Bandini .......... quali mercanzie sono state tutte caricate in questo Porto a Libera Pratica, dichiarando inoltre essere immuni da qualunque sospetto di malattia contaggiosa questa Città e Porto. .......... firmiamo la presente di nostra propria mano numerandola con solito nostro Sigillo Consolare nella nostra Cancalleria in Gibilterra il 16 dicembre l'anno 1916"

GM Porra

Ruolo dell'equipaggio del Brigantino inglese San Vincenzo, documento che attesta il numero delle persone imbarcate e loro nominativi "........ in tutti persone quattordici compreso esso Capitano"
Il documento, di straordinaraia composizione grafica, reca inserita nello stemma la significativa frase, poi divenuta famosa,

I . " N I . S O I T . Q U I . M A L. Y . P E N S E "

redatto nella città di Pera di Constantinopoli in data 20 novembre 1817 a nome e con firma autografa di

"NOI SIR ROBERTO LISTON
CAVALIERE GRAN CROCE DELL'ORDINE DEL BAGNO
....... PRESSO LA SUBLIME PORTA OTTOMANA"

Il documento risulta avallato dal Cancelliere Delegato Britannico il Signor Inc° Shcolbred, con suo sigillo ad ostia a sancire "in fede di che abbiamo firmato le presenti e fattovi apporre il Sigillo Regio di quest'Ambasciata in Pera di Costantinopoli".