E' tempo di azioni generose,
di responsabilità e fiducia


Necessita ritrovare
il coraggio smarrito,
la voglia di fare,
la capacità d'interpretare
il senso vero della vita,
il senso costruttivo
della politica.



"Futuro è  Socialismo"
è un laboratorio
di alto profilo sociale
volto all'incontro
e al dialogo con
i cittadini italiani

"Futuro è  Socialismo"
ha profonde radici
nella società,
nel riformismo dinamico
quale garanzia
di democrazia e tolleranza.

Azione Riformista, in una voce tutte le voci della società civile, tra la gente e con la gente
 fuori dalle sacrestie e dalle segreterie del potere politico

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28-08-1963. Martin Luther King pronuncia il celebre discorso contro la segregazione razziale
 


La certezza di un futuro migliore, con giovani di grande limpidezza, altruismo, buona volontà al servizio dei cittadini savonesi, esperienza amministrativa maturata giorno per giorno nel loro condividere il sociale
Prima del colore di una casacca, di un partito, Savona ha necessità di un rinnovamento totale con uomini e donne di grande spessore culturale e sintesi di concretezza.
La scrittice Cinzia Rossi e l'ing. Carlo Cuneo, noi di Azione Riformista li abbiamo a cuore conoscendoli personalmente, meritano ampiamente di essere votati certi di non sbagliare.


Maria Elena Crespi
INTERVISTA A GIANNI GIGLIOTTI
Socialista, direttore di 'Azione Riformista', scrittore.

D - Lei è un socialista storico, uno degli ultimi della vecchia guardia.
R - Ho resistito, e resisto non avendo nulla di cui vergognarmi al contrario di chi ha buttato alle ortiche, dopo 'tangentopoli', gli ideali del socialismo universale, cambiando casacca per gretto opportunismo.

D - Non le sembra anacronistico, oggi, parlare ancora di socialismo visto il micro partito che lo rappresenta in Italia?.
R - Il PSI, quello attuale, rappresenta esclusivamente la casta intrigante di un potere più apparente che reale ma non bisogna dimenticare che siamo stati artefici, unitamente ai Radicali, loro più di noi, di una stagione straordinaria che ha visto concretizzarsi il voto ai diciottenni, la rivalsa dei diritti dei cittadini, l'aborto, il divorzio, il riconoscimento dei gay.

D - Come mai, secondo Lei, questi partiti pur rappresentativi delle istanze maggiormente sensibili del Paese, hanno in gran parte perso consensi fino a quasi estinguersi?.
R - Anche i punti fermi si spostano, lo fanno anche i partiti, peggio ancora mutano come la pelle delle bisce, oggi il Partito Comunista Italiano si ritrova democristiano, e non certo 'a sua insaputa', grazie a interessi funzionali alla gestione del consenso

D - Quindi socialisti in estinzione?.
R - Le rispondo con il discorso di Catelina, oggi pare giunto il momento di incitare i cittadini alla ribellione contro uno Stato alla mercè di una classe dirigente corrotta dedita alle ruberie e allo sperpero, i socialisti non sono in estinzione, debbono solo ritrovare il coraggio di uscire dalle catacombe dove per tanti anni si sono rifugiati, assumendosi responsabilità e partecipazione al divenire dell'Italia.

D - E di questi socialisti savonesi cosa ne pensa?.
R - brava gente ma piccoli caporali convinti di essere dei generali, con la mania di manipolare la narrazione politica a loro uso e consumo a secondo delle convenienze giornaliere, vedremo in queste elezioni comunali savonesi quali saranno i risultati e quali le estreme unzioni..

D - qualche socialista non propriamente amico avrà da recriminare.
R - 'Tanti nemici tanto onore' ma non è il mio caso, magari qualcuno è offeso perchè ho l'abitudine di scrivere il vero.

D - Ha rifiutato di candidarsi e non solo nel gruppo socialista.
R - Ma le pare alla mia età? ho rispetto per i Cittadini ai quali è dovuto attenzione, ascolto e dialogo, spirito di servizio 24 ore al giorno, ho seguito le scampagnate elettorali della Battaglia e della Caprioglio, troppo giovani e belle, troppo sprint, troppo teleguidate, ho timore che per Savona si appresti una stagione in penombra, è stato un errore escludere a priori Di Tullio se non fosse altro per l'esperienza acquisita come vice Sindaco.

D - Lei, oltre ad essere con i suoi scritti un 'fustigatore cortese' è considerato un anticipatore di fatti che poi puntualmente si rivelano.
R - Non sono io ad essere intuitivo, sono gli altri che per non assumersi responsabilità, per non inimicarsi i potenti di turno, fanno come le tre scimmiette 'non vedono, non sentono, non parlano' senza rendersi conto che così comportandosi si tagliano da soli la testa infilandola nel sacco dei rifiuti, d'altra parte è pur vero, tristemente, che necessita stare attenti a non travalicare i diritti di critica per non rischiare il mai dimenticato olio di ricino.

D - Quindi è colpa dell'attuale classe politica se il nostro Paese come si suol dire 'è allo sfascio', menzionato nelle classifiche come uno dei più corrotti al mondo?.
R - Non solo della classe politica attuale, è un retaggio che ci portiamo da tempo, un fardello pesante e doloroso, una classe politica autoreferenziale, litigiosa oltre decoro con una perniciosa longevità che non lascia respiro alle nuove generazioni.

D - Cambiamo argomento, secondo Lei questa nostra Italia, ovvero il mondo intero, come evolverà in un prossimo futuro?.
R - Le tecnologie per quanto avanzate non potranno sopportare all'infinito una economia che già palesa vistosi segni di decadenza, è finita un'epoca, anzi una era, già nel 1938 l'economista americano Alvin Hansen aveva pronosticato una 'Secular Stagnation', necessiterà con una certa urgenza inventarsi un altro futuro possibile, cambiare pelle e palle, avviarsi con il capo coperto di cenere verso una austerità scorticante.

D - Quindi poche speranze per un mondo migliore?.
R - Parlando di economia credo che abbiamo poco da sperare in positivo, posso sbagliarmi visto che ragiono con la testa e non con la calcolatrice, a meno di qualche evento straordinario, esagerando, la scoperta di una pastiglia miracolosa a sopperire ogni necessità esistenziale, o lo sbarco degli alieni sulla terra, oppure tutti i risparmi del mondo espropriati e rimessi in circolo a 'tappare i vuoti a perdere', insomma come diceva Mao 'grande è la confusione sotto il cielo'.


D - Quindi le nuove generazioni, i nostri figli e nipoti, a rischio di tutto e di più?.
R - Sono intuitivo ma non tanto come il mago Otelma, certo che per trovare un posto di lavoro altro non è rimasto che agganciarsi alla politica, farsi eleggere almeno come consigliere in qualche Comune, come media italiana c'è un candidato ogni trecento cittadini, a Savona per queste imminenti elezioni comunali si è superato ogni record.

D - Si è perso il senso della vita?.
R - Oggi un ragazzo su tre si droga indifferente alle conseguenze dell'ads, si scambiano gli aghi tra i compagni, c'è una sorta di fatalismo, la natura che abbiamo forzatamente avvelenata rivendica i suoi morti.

D - Lo sporco delle coscienze?.
R - Le coscienze oggi sono inascoltate, un impiccio metaforico, anche le pulci starnutiscono ma non le sentiamo.

D - E di questa Europa, cosa ne pensa?
R - tutto il bene e il male possibile, è come una bella donna invecchiata precocemente incapace di ritrovare il fascino iniziale, c'è necessità di un abile restauratore.

D - Nulla di nuovo quindi, oggi come ieri?.
R - Ho il timore, e come me molti italiani, che qualcosa di brutto stia covando come uccello rapace, qualcosa di silente al momento inesplicabile, spero di sbagliarmi ma un venticello inquieto ogni tanto soffia.

D - Lei con 'Azione Riformista' ha cercato un verso nuovo, una cultura della politica nobile e partecipata, con quali risultati?.
R - Il coraggio della continuità, il conforto e l'incentivo a perseverare da parte di migliaia di cittadini, il disconoscere o sottacere la cultura della politica ha come risultato l'impoverimento della società oltre che di noi stessi, nel contempo cerchiamo di arginare il potere nella sua forma peggiore, siamo consci di essere una barchetta in mezzo al mare, di contare solo su noi stessi con le mani nude, senza apparati dietro la schiena.

D - Una ultima domanda, al referendum Costituzionale come voterà?.
R-- Voterò un nò convito, non condivido quanto dichiarato dal nostro ex Presidente Napolitano 'che chi vota nò è un vecchio' e neppure condivido la Ministra Boschi quando afferma che 'chi voterà nò voterà come i fascisti di Casapaund' una affermazione provocatoria e irricevibile.

COMUNICATO APPELLO AL VOTO

Il gruppo direttivo dell'associazione Futuro è Socialismo ricorda agli elettori e compagni socialisti che nella lista Italiani di Savona è candidata Stephanie Altamura, figlia del compianto amico fraterno e compagno socialista Sergio Altamura. Nel ricordo di quanto Sergio ha saputo donare al Socialismo Democratico savonese l'Associazione Futuro è Socialismo invita i suoi elettori a votare e far votare Stephanie alle prossime elezioni del 6 Giugno 2016.
Un abbraccio fraterno a tutti i compagni ovunque essi siano.

Andrea Grasselli
Presidente di Futuro è Socialismo


Ciao Marco

lasciandoci, hai portato con te quella parte d'Italia vitale, democratica senza parrucchini, sempre e comunque coraggiosamente in prima fila nelle battaglie giuste e progressiste.
Oggi siamo più orfani e con voce sempre più inascoltata, censurata.
Speriamo che il Tuo esempio di guerriero indomito, di disobbedienza civile e garantista, serva da riflessione postuma per risvegliare i cuori rinsecchiti e le anime svendute della politica italiana.
Ci vediamo più tardi (ma senza fretta...abbi pazienza). Gianni


'Siamo Italiani di Savona'
COMUNICATO STAMPA

Questa mattina a Villa Cambiaso alla presenza di Raitre e dei giornalisti è stata firmata, tra Carlo Frumento candidato sindaco "Siamo Italiani di Savona" e Paolo Carbonaro segretario regionale IDV, l'intesa sulla proposta di legge che intende rinforzare la legittima difesa, che costituirà una piattaforma elettorale in vista delle elezioni.
Con questo atto Carlo Frumento ha dimostrato di avere particolare attenzione e sensibilità alle problematiche concrete dei cittadini.

Giorgio Gambaro
Addetto stampa

    IL CARDINALE


Ma che volete
amici miei
se il mondo
gira a l'incontrario

delle Anime
si cura il Cardinale
e al tempo stesso
anche degli affari

il Paradiso è grande
c'è posto per tutti
da Adamo a Eva
ne cogliamo i frutti

siam figli deboli
di questo mondo ingrato
scagli la prima pietra
chi è senza peccato.


Claudio Bellavita
AVVISO DI GARANZIA E TUTELA DELLA PRIVACY

Qualcuno sa come sono regolate queste cose nei paesi civili?
La norma è stata introdotta per informare un cittadino che si sta indagando su di lui e le indagini restano secretate fin quando il PM decide di chiedere il rinvio a giudizio al GIP.

Peccato che i PM , poco certi delle loro indagini, ritengano necessario imporre subito la pena afflittiva della gogna, informando giornalisti , pettegoli di quartiere e chiunque sia curioso dell’avvenimento. Adesso si aggiungono Grillo e il suo padrone Casaleggio a rivendicare l’obbligo degli iscritti di informarli perchè loro sono in grado di giudicare meglio di qualunque giudice, essendo dotati , per diritto divino, e , nel caso di Casaleggio junior, dinastico, dell’infallibilità, e chi ne dubita deve essere espulso da questo movimento di talebani.

A me sembra, soprattutto dopo la vicenda Penati, che sia ora di disporre delle soluzioni drastiche in un paese dove regna l’arbitrio di politicanti, giudicanti e giornalistanti, fissando una regola che chiunque, al di fuori del diretto interessato, renda nota o pubblichi in qualunque modo la notizia dell’avviso di garanzia, viene subito arrestato per tutto il tempo in cui dura l’indagine. Pena severa, forse eccessiva, ma di ordine pubblico, almeno tanto quanto quella che impone il fermo immediato di chi commette violenze in pubblico.

Siccome in tutto il mondo si sa che le procure, come tutti, possono sbagliare per le ragioni più varie, mi risulta che nei paesi anglosassoni esiste il “grand Jury”, che è cosa diversa dai giurati del processo: sono cittadini estratti a sorte che per un certo periodo devono valutare se le prove e gli indizi raccolti dalla polizia sono sufficienti per l’incriminazione, dopo di che tutto diventa pubblico, ma prima di allora tutti sono tenuti al segreto con pene severe.

Claudio Bellavita
'non per qualcosa ma contro qualcuno'
UNA SINISTRA ARCHEOLOGICA

C’è l’area dell’estrema sinistra, ultimo leader noto il neo avv. Ingroia, quello che in TV leggeva un foglietto, e che ha sprecato un discreto quantitativo di voti alle ultime politiche.
Precedente storico, nel 1972, il “Partito Scomparso In Un Pomeriggio”, acronimo PSIUP, di infausta memoria, che riuscì solo a indebolire il PSI nel confronto con la DC, compito ideologicamente fondamentale, come già diceva Mussolini quando era massimalista.
C’è l’area riformista cui non basta il PD, brillantemente rappresentata da Fassina, che credendosi Napoleone pensava che “l’intendence suivra”, peccato che nel suo caso non seguiva perchè non esisteva del tutto l’organizzazione, e dopo la furbata megalomane di presentare due liste per essere certi di non prendere nessun seggio, non sono stati capaci di raccogliere le poche firme necessarie per nessuna delle due, forse perchè i seguaci, geniali come il leader, han firmato per entrambe....
Del suo gemello Civati, che passava per un buon organizzatore, non si sente più parlare: pare che nei suoi studi abbia saltato il capitolo in cui si spiega che per motivare un’organizzazione bisogna fargli condividere le decisioni, e lui , per uscire dal PD, ha consultato solo il suo gatto.
In mezzo tra i due, ma più vicino a Ingroia, si colloca il torinese Airaudo, che vorrebbe mettere insieme sinistra FIOM, schegge di Sel, NoTAV, No inceneritori, NO TRIV, Cobas, anarco sindacalisti e centri sociali con l’unico, importante obiettivo di far cadere Fassino e avviare Torino a un’ora del dilettante di stampo venezuelano, in compagnia dei 5 stelle che invece, come da ultime istruzioni di Casaleggio, di star con loro non ne vogliono sapere.

L’unica caratteristica che li accomuna tutti e tre è che non sono per qualcosa, ma contro qualcuno. La sinistra rancorosa....e archeologica: per come è messa adesso una risata la seppellirà, e , forse, qualche leader seguirà l’esempio di Bertinotti e dell’antico leader dei maoisti di “servire il popolo” finendo nelle braccia di Formigoni in “Comunione e Liberazione”....

elezioni Comunali di Savona
VOTARE COME PINOCCHIO

Mette a disagio incontrare parenti o amici carissimi magari di lunga data, che ti chiedono di votarli in quanto candidati da qualche parte.
E non puoi esimerti, ipocritamente, dal dirgli di sì, non c'è problema, voto assicurato perchè il parentado e l'amicizia sono al di sopra di ogni cosa, anzi! poca importa il colore della casacca.
Che fare? continuare a mentire nel senso che i parenti e gli amici candidati sono molti e il voto possibile è uno solo, al massimo due se abbinati uomo donna nella stessa lista?.
Oppure rompere un buon rapporto di anni, dichiarando esplicitamente che nostro malgrado, siamo già impegnati a favorire altra persona anche se, ovviamente... enormemente dispiaciuti.
Insomma meglio l'ipocrisia a salvare una amicizia o una verità esplicita che ne rompe i rapporti? che poi il nostro naso, fortunatamente, non è visibile pur se lungo come quello di Pinocchio.
Chiediamo lumi ai nostri lettori, fateci pervenire i vostri punti di vista.(g.g.)

Claudio Bellavita
L’articolo che segue, abbastanza illuminante, è uscito su un settimanale svizzero on line, di antica impronta socialista (ricorderete che il primo a attaccare il locale sistema bancario è stato un deputato socialista svizzero, col nome che comincia per Z ).
Per chi non lo sapesse otc vuol dire “over the counter”, prodotti finanziari che vengono contabilizzati fuori bilancio dell’emittente. Un tempo lo faceva la Morgan con gli swap (assicurazioni sulla solvibilità ), ma gli organi di controllo USA l’hanno fatta smettere

Deutsche Bank a rischio sistema

Il problema più esplosivo per la Deutsche Bank (DB) in quanto banca sistemica e quindi pericolosa per l’intera finanza globale è la dimensione della sua bolla di derivati finanziari otc che, in valore cosiddetto “nozionale”, è pari a circa 55 trilioni di euro: circa 20 volte il pil tedesco.

di Mario Lettieri, già Sottosegretario all'economia (governo Prodi) e Paolo Raimondi, Economista

Negli incontri del presidente Obama con la cancelleria Merkel e con gli altri capi di governo europei i temi in discussione sono stati indubbiamente diversi, come il terrorismo, le sanzioni contro la Russia e il futuro dell’Unione Europea. Del tema forse più preoccupante, almeno nel breve periodo, pare che non si sia parlato: la crisi finanziaria e il ruolo della Deutsche Bank, marchio tedesco che dovrebbe essere sinonimo di affidabilità.
La banca, infatti, sarebbe coinvolta in circa 6’000 casi legali, tra i quali alcuni davvero dirompenti.
Sembra che, nelle stesse ore in cui Obama elogiava la Merkel, si sia scatenato un duro scontro all’interno della DB su che cosa dire alle agenzie internazionali di controllo relativamente alle responsabilità della banca nella manipolazione del tasso Libor (London Interbank Offered Rate) e dei prezzi dei metalli preziosi. Si ricordi che il Libor è il tasso di riferimento per centinaia di trilioni di transazioni finanziarie a livello mondiale, transazioni che vanno dai derivati alle più semplici operazioni bancarie.
In passato la Deutsche Bank è stata al centro di grandi scandali e anche ora si vorrebbe chiudere questi casi pagando semplicemente una multa in cambio del blocco delle indagini.
Il Serious Fraud Office (SFO) di Londra ha recentemente emesso mandati di cattura nei confronti di cinque cittadini europei, di cui ben quattro della DB, accusati di cospirazione e frode nella manipolazione dell’Euribor (la versione euro dell’interbank offered rate).
Anche la Corte Suprema inglese ha preso posizione contro la DB e altre banche europee per aver cercato di evadere il pagamento delle tasse sui bonus erogati agli alti manager sotto forma di azioni di imprese offshore create ad hoc.
L’anno scorso la maggiore banca tedesca ha pagato ben 2,5 miliardi di dollari di multa per chiudere il caso dei tassi manipolati. Ha inoltre versato 258 milioni di multa alle autorità americane per aver violato le sanzioni Usa nei confronti di Paesi come la Siria e l’Iran.
E’ da notare che dall’inizio dell’anno a oggi le azioni DB hanno perso il 25%, toccando ribassi anche del 40%. Per dimostrare solidità, la banca, nel mezzo della tormenta di qualche settimana fa, annunciò l’intenzione di comprare circa 5 miliardi di euro delle sue stesse obbligazioni.
Ma il problema più esplosivo per la DB in quanto banca sistemica e quindi pericolosa per l’intera finanza globale è ancora una volta la dimensione della sua bolla di derivati finanziari otc che, in valore cosiddetto “nozionale”, è pari a circa 55 trilioni di euro. Si tratta di circa 20 volte il pil tedesco e di quasi 6 volte quello dell’intera eurozona. In questo settore è di fatto la banca più esposta al mondo.
I timori di potenziali perdite fanno tremare le vene e i polsi a tutti, al management, agli investitori, ai clienti e finanche ai governi e alle banche centrali. Tanto che qualcuno incomincia a paragonare la DB alla Lehman Brothers, il cui collasso nel 2008 diede il via alla più devastante crisi finanziaria globale, tuttora irrisolta.
Indubbiamente, la DB ha criticità molto importanti. Il suo debito in circolazione si avvicinerebbe ormai ai 150 miliardi. Si parla di almeno 32 miliardi di euro in titoli altamente tossici e ad altissima leva finanziaria. Sarebbero titoli difficilmente solvibili. Avrebbe una montagna di obbligazioni convertibili largamente già svalutate, quelle che in caso di crisi potrebbero essere trasformate in azioni e utilizzate per i necessari pagamenti richiesti dal nuovo sistema del bail-in.Infatti, il problema della leva finanziaria, come per altre banche too big to fail, per la DB è molto rilevante. Esso indica quanto capitale ha la banca per ogni euro di asset posseduto. Oggi per un euro di capitale ha circa 20 euro di asset, cioè titoli di vario tipo, escludendo di derivati otc tenuti fuori bilancio. Come è noto, maggiore è la leva e maggiore è il rischio in caso di riduzione del valore degli asset e di conseguenza il rischio di perdita del valore della banca stessa.
Se si considera la gravità della situazione della DB è davvero strano che Berlino possa continuare ad ergersi come unico garante della stabilità europea e della giustezza delle sue politiche economiche.
L’Unione europea e l’Italia, se davvero hanno a cuore il loro futuro e la crescita, non possono continuare a ignorare una situazione così grave, che potrebbe riverberare effetti devastanti sull’economia europea e sul sistema bancario e finanziario.

I POLITICI NON RUBANO MAI

Anche a noi capita di nausearci nel ripetere continuamente, denunciare, fatti & misfatti di questa nostra Italia incamminata in un percorso di declino irreversibile senza più appigli di salvezza che 'anche la speranza non ha più senso è una colomba nera nel buio della sera'. Già l'aveva detto Socrate che noi italiani 'sappiamo di non sapere', disincantati, per non dire ammosciati, delle vicende del nostro Paese, rimbecilliti da vent'anni di stupidario televisivo e da una informazione castrata a monte o smaccatamente di parte. Sorvoliamo sulle menzogne che i politici ogni giorno ci propinano, estraniandoci dal verificare e giudicare mentendo così anche a noi stessi, svilendo il nostro vivere quotidiano, in fondo, ma proprio in fondo, i politici si sa che non rubano mai basta vedere i loro visi serafici senza alcuno segno di rossore o di vergogna anche quando presi con le mani nel sacco: siamo noi, cittadini ingrati, invidiosi, a pensare male, è giunta l'ora di rendersene conto e chiedere umilmente scusa... Nessuno dei nostri 'politici orchestrali' è in grado, o gli è impedito, di elaborare il senso di un presente che necessita di recuperare i fili, gli ideali e le emozioni di una sacralità sociale al di fuori dal condizionamento di 'caste e cerchi magici', di palesare e rendere finalmente pubblici i terribili scheletri del male celati negli armadi che ancora oggi oscurano il nostro futuro facendosi grasse e malvagie risate alle nostre spalle.(g.g.)

italiani bravi grulli
LAZZI & C.ZZI

L'ALCOVA DELLA POLITICA SAVONESE
In attesa delle elezioni Comunali, la politica savonese appare come una grande alcova: ma con tutti coloro che si sono ficcati dentro in cerca di i piaceri, 'io ti do una cosa a te tu mi dai un voto a me ' qualcuno è costretto a rimanerne fuori per mancanza di spazio o verosimilmente per paura di accoppiamenti scabrosi o innaturali.

ROSA CIPRIA
Molte le donne candidate a Sindaco per le elezioni Comunali di Savona, evidentemente gli uomini non ce la fanno più malgrado le pillole e i viaggi a Lourdes (salvo un paio di eccezioni, ma non diciamo chi per evitare favoritismi di voti).

E TU CHE FURBO SEI?
Quelli che non fanno i furbi per professione, i 'perdenti' per intenderci, sono i più simpatici.
Poi ci sono i furbi che si credono tali, ma non lo sono per mancanza di intelletto e capacità, ogni volta ci provano e ogni volta ricevono pesci in faccia (in genere acciughe, abbondanti e meno costose.)
Purtroppo, in questa nostra Italia prolificano i furbi veri, di professione, quelli con il pelo dentro e fuori dallo stomaco che si travestono da cherubini (i politici, abilissimi) che provano, e sovente riescono, a farci credere che gli elefanti volano.

TRASGRESSIONI
Maria Elena Boschi 'ci attaccano i poteri proprio perchè il Governo non è schiavo dei poteri forti...' a parte qualche 'lieve concomitanza', quisquilia tipo i petrolieri e i manager della Banca Etruria.

SORPASSO O SALASSO?
Dopo lo scandalo petroli con le dimissioni del Ministro Guidi, l'ultimo sondaggio dell'Agenzia Demus, dà i 5stelle a circa il 52% e il PD al 48,2%, numeri fortunati da giocarsi al lotto.

INNAMORATO A SUA INSAPUTA
Renzi ha elogiato le dimissioni della ex ministra Guidi, quale atto responsabile, giudicando grave e inopportuno 'l'appoggio' per il caso petroli al suo fidanzato quasi marito, padre del loro figlioletto.
Mentre per la ministra madonnina Boschi, nonostante il conflitto d'interessi e le indagini a carico si suo padre, banca Etruria e altro, Renzi ne difende ogni giorno l'operato a spada tratta 'probabilmente perchè più che convinto ne è innamorato a sua insaputa'.

MATTEO RENZI COME ALBERTO SORDI
Tutti attori, il grande Alberto Sordi nel film 'il Marchese del Grillo', Matteo Renzi nel film 'italiani bravi grulli': io sono io e voi non contate un c.zzo.

Claudio Bellavita per Azione Riformista
Bauman, la fine dello stato sociale e la smitizzazione del sessantotto

Negli occhi ha il guizzo di un ragazzino sveglio e intelligente e l'acume disincantato di chi ha attraversato molte generazioni, conosce bene il lato cinico dell'uomo, ma non ha perso neanche la fede nel suo lato più nobile.
‘Umano' si dice dell'uomo quando prova dolore e istintiva partecipazione per le miserie altrui, tende la mano all'altro nella difficoltà e spera di arrivare insieme a un traguardo comune. E in fondo Zygmunt Bauman, uomo solido che ha teorizzato la società liquida, è stato accolto senza riserve nelle campagne dello Yorkshire inglese dopo essere sfuggito, da ebreo polacco, prima all'occupazione nazista, poi all'antisemitismo strisciante del regime comunista. Dall'inizio degli Anni 70 non si è mai mosso dalla sua cattedra all'università di Leeds. «A wonderful city», dice con entusiasmo mai spento, mentre si siede di scatto sulla poltrona in pelle del suo studio, accendendosi con gusto la pipa.

FEDE NEL SOCIALISMO LIBERALE. A 87 anni, il sociologo che ha descritto le metamorfosi del capitalismo e l'esplodere della società dei consumi gira il mondo senza sosta per lezioni e conferenze. Ma le sue radici sono lì, nella culla del socialismo liberale, nel quale non ha mai smesso di credere.
La sua casa in collina - molto british - è grande e accogliente, piena di libri ma senza grandi comfort. Gli oggetti sembrano essere stati piazzati sui mobili per restarci a lungo.
Per gli ospiti, Bauman prepara con cura un caffè e un'abbondante colazione. «Si faccia un giro in questa splendida cittadina, prima di ripartire. Goda delle sue arti, respiri la sua cultura. Qua è tanto meglio che a Londra», suggerisce, prima di parlare dei travagli del mondo.

LE DUE VIE PER USCIRE DALLA CRISI. Sulla crisi attuale, l'uomo che ha vissuto molto vede nero. Ma, da sociologo, è molto lineare e lascia la porta aperta. «Ci sono due possibilità», spiega. «O, come è già successo nella storia, l'umanità cambia rotta e, per sopravvivere, imbocca una strada alternativa alla crescita» oppure, se l'homo consumens non accetterà, con sacrificio, di tornare indietro, «la natura prenderà il sopravvento e sarà la guerra di tutti contro tutti per la redistribuzione delle risorse».
In entrambi i casi, il processo sarà «doloroso», soprattutto nei Paesi occidentali, dove «lo stato sociale è in via di demolizione». Per Bauman, «non è più una questione di destra o di sinistra», ma di lotta per la sopravvivenza.
Le insidie non mancano, a partire dal capitalismo al tramonto, che «riserva sempre sorprese imprevedibili», e dall'impotenza della politica che, se non riacquisterà il potere di agire, non potrà traghettare i Paesi verso modelli più sostenibili.

domanda Eppure i politici propongono la via dell'austerity, per tagliare sprechi e sperperi della società dei consumi.
risposta È una soluzione a breve termine, che di certo riduce la crescita e tiene molte persone disoccupate.
D. Come fa allora a risolvere la crisi?
R. Probabilmente, anche i rimedi a breve termine sarebbero dovuti essere diversi. Io, da sociologo, posso esprimermi solo in una prospettiva a lungo termine.
D. Per ora, cosa è arrivato a concludere?
R. Primo, che la crisi era ampiamente prevedibile. Siamo vissuti per oltre 30 anni al di sopra delle nostre possibilità, spendendo soldi non guadagnati. Il collasso del credito era inevitabile.
D. Colpa del ceto medio vorace, che, con il boom economico, voleva accaparrarsi tutti i nuovi comfort?
R. Certo che no. Le masse sono state convinte a vivere a credito. Sugli interessi dei loro prestiti, le banche hanno incamerato grandi utili. Le persone sono state indottrinate, è stato fatto loro il lavaggio del cervello.
D. Un sistema sofisticato.
R. Miracoli del capitalismo. Il punto, però, è che adesso ci troviamo in questa situazione. In tutto il mondo, non solo nell'Occidente più sviluppato, ma anche nelle Tigri asiatiche, in Brasile...
D. L'Europa non è messa peggio dei Paesi in via di sviluppo?
R. Questo sì. In Europa e negli Usa la contrazione è maggiore. E in Gran Bretagna, per esempio, si è abusato delle carte di credito più che in Italia, ma il trend è lo stesso.
D. C'è chi parla già di ripresa, grazie alle manovre di austerity.
R. Di questo mezzo secolo di abbondanza pagheranno lo scotto non solo le attuali nuove generazioni. Ma i loro figli e i loro nipoti.
D. In cosa ha sbagliato la società liquida?
R. Intanto nel non considerare che c'è un limite naturale al credito. Che quello che si ottiene senza sacrificio oggi, si pagherà necessariamente domani.
D. E poi?
R. Poi c'è un secondo aspetto che abbiamo ignorato: la sostenibilità del pianeta. Stiamo già consumando il 50% in più di quanto la Terra possa offrire.
D. Ma, con la crisi inarrestabile, i consumi si stanno contraendo.
R. Globalmente, la fame di risorse continua a crescere. Tra 50 anni avremo bisogno di cinque pianeti, per soddisfare i nostri bisogni. È una certezza.
D. Ed è una certezza che la Terra sarà distrutta.
R. Credevamo che la sola via per essere felici in queste e nelle prossime vite fosse consumare il più possibile. Invece questo sistema sta distruggendo il pianeta e le nostre esistenze individuali.
D. Come se ne esce?
R. Per uscirne, dovremmo necessariamente rivedere i nostri stili di vita. Mettere in discussione tutto quello che siamo stati abituati a pensare o a credere, rinunciando a molti comfort.
D. Sarà dura.
R. Chi, come le nuove generazioni, non ha mai provato una vita frugale dovrà imparare da zero un modello alternativo. Chi, come me, ha vissuto per 40 anni senza frigorifero, dovrà riabituarsi a minori comodità.
D. Sta dicendo di rassegnarci ad andare in peggio?
R. Non in peggio, a cambiare mentalità. Per millenni, le generazioni hanno vissuto senza televisione e non stavano necessariamente peggio. Di certo, sarà difficile disabituarsi ai comfort. Sarà - se accadrà - un processo lungo e doloroso.

La sconfitta della politica o una società nuova o la guerra per le risorse

D. Perché dubita che accadrà, se ritiene possibile l'esistenza di società alternative?
R. Essere possibile non è essere scontato. Qualcuno dovrà necessariamente guidare questo percorso. La grande domanda è capire quale forza sarà in grado di farlo.
D. La politica non è in grado?
R. I governi sono chiaramente incapaci di farlo. Vengono eletti per quattro, cinque anni. Il loro obiettivo è restare in carica. Per riuscirci, dicono alla gente quello che vuole sentirsi dire nel momento.
D. Eppure la crisi dura da cinque anni.
R. E infatti la politica è impotente, non sa che pesci prendere. Ormai la gente, per frustrazione, vota chi non era al governo al momento del collasso. Non è più una questione di destra o di sinistra.
D. In Italia, Mario Monti non è stato neanche eletto.
R. Ma la gente lo avrebbe votato egualmente, per reazione contro il premier precedente. In Spagna, il socialista José Luis Zapatero cadde travolto dalla crisi, ma sarebbe accaduto lo stesso al conservatore Mariano Rajoy. E se in Francia, due anni fa, ci fosse stato monsieurFrançois Hollande, ora Nicolas Sarkozy sarebbe in carica.
D. Non è un quadro troppo sconfortante?
R. Ormai la gente ha la certezza che qualsiasi governo non serva a niente. I cittadini hanno perso fiducia nell'élite al comando. E, se vuole la mia personale opinione, penso che abbiano ragione.
D. Perché?
R. Da un po' ormai vado dicendo che i politici non hanno più in mano gli strumenti per governare.
D. In che senso?
R. Al momento, siamo in una fase di divorzio tra politica e potere. Il potere è la capacità di fare determinate cose, la politica è la capacità di decidere quali cose devono essere fatte per il Paese. Se 50 anni fa politica e potere erano nelle mani dei governi, oggi il potere è stato globalizzato. Ma la politica no, è nazionale. O, al limite, internazionale.
D. Può fare un esempio concreto?
R. Prima i politici decidevano cosa fare e, contemporaneamente, avevano il potere di agire nel campo delle finanze e dell'economia nazionali. Oggi possono pensare a cosa fare, ma agire è ormai un potere fluttuante nella no man's land globale. Le aree locali non hanno più influenza.
D. Stati e gruppi di Stati sono quindi succubi dei cosiddetti ‘poteri forti'.
R. La situazione è terribile. E fino a che non cesserà questo scollamento, nessuna soluzione a lungo termine potrà essere trovata. Questa è la mia profonda convinzione.
D. Prima parlava di rivedere gli stili di vita, costruire un modello di società alternativo.
R. Non si tratta solo di eliminare i surplus consumistici. Ma di reimparare - o imparare da zero - a essere felici stando nella comunità, coltivare relazioni di vicinato, cooperare.
D. Non le sembra un progetto utopistico?
R. Utopistico? Perché mai (ride). È chiaro che tu, io, tutti noi insieme, dovremo discutere seriamente per cambiare i nostri orizzonti, smettendo di spendere nei negozi. Ma, in passato, per la maggior parte della storia dell'umanità, gli uomini trovavano soddisfazione, per esempio, nel creare e nello svolgere lavori ben fatti. I sociologi lo chiamano istinto dell'uomo-artigiano.
D. E se non ci riusciremo, se non ci sarà la volontà di tornare artigiani?
R. Allora - è la seconda possibilità - la vita sarà ancora più dura. La natura minaccerà la nostra esistenza. E, se anche non soccomberemo, ci saranno guerre sanguinose.
D. Guerre per le risorse?
R. Sì, come ha ipotizzato Harald Welzer in Climate wars, a differenza del 1900, le guerre non saranno ideologiche, ma molto materiali. Ci potrebbero essere grosse guerre per la redistribuzione.
D. Sopravvivenza e distruzione, entrambi gli scenari sono possibili.
R. Come sociologo non sono in grado di dire quale prevarrà. Personalmente, non credo tanto nella prima possibilità.

La fine dello stato sociale e la smitizzazione del ‘68

D. Oltre ai consumi che le masse non possono più permettersi, la crisi globale sta distruggendo lo stato sociale.
R. Tutti i governi lo stanno smantellando, socialdemocratici e di centrodestra. Come per i premier eletti, la scomparsa dello stato sociale non è né di destra, né di sinistra. Del resto, non lo fu neanche sua creazione.
D. Da cosa nacque lo stato sociale?
R. L'idea che la comunità venisse incontro nei momenti di difficoltà si concretizzò, in modo particolare, dopo la terribile esperienza della Seconda guerra mondiale.
D. Tutti ne uscirono a pezzi.
R. Al di là della destra e della sinistra, si arrivò alla conclusione di aver tutti bisogno dell'aiuto reciproco. I lavoratori, ma anche i capi. L'uno dipendeva mutualmente dall'altro.
D. Perché mai il padrone, the boss, dipendeva dagli operai?
R. Allora il capitalismo aveva ancora bisogno di lavoratori locali. Era interesse del boss tenere la sua potenziale forza lavoro in buone condizioni. Buona salute, buona istruzione, buona forma. Magari anche una buona auto per andare al lavoro!
D. Ma a pagare il welfare era lo Stato.
R. A maggior ragione c'era bisogno del welfare. Con questo meccanismo, i capitalisti abbattevano anche il prezzo per avere forza-lavoro attraente. La comunità pagava loro buona parte dei costi.
D. Invece oggi?
R. Oggi le aziende non hanno più bisogno di lavoratori locali. Con la globalizzazione fanno arrivare manovalanza dall'Asia e dall'Africa. Oppure traslocano in Bangladesh.
D. L'industria è davvero finita in Europa?
R. Togliamoci dalla testa che ritorni. I disoccupati europei non sono più neanche potenziali lavoratori. La classe operaia - e più in generale la classe lavoratrice dipendente - sta scomparendo molto velocemente. Come nel 1900 accadde con i contadini.
D. Cosa resta nel continente?
R. Lo vediamo dai danni fatti. Da decenni i profitti non si fanno più dall'incrocio tra capitale e lavoro. Ma dall'incrocio tra prodotti e clienti. Occorreva tenere buoni i consumatori.
D. Come il welfare, anche le conquiste del 1968 sono polverizzate dalla crisi.
R. Da un punto di vista sociologico, rivalutato a posteriori, il movimento del ‘68 coincise con l'entrata dei cittadini nella società dei consumi. Fu questa la sua conseguenza più duratura.
D. Non le considera conquiste?
R. Il ‘68 fu una rivoluzione culturale, non c'è dubbio. E di certo, gli studenti che scendevano in strada volevano tutto, tranne che sdoganare la società dei consumi.
D. Ma?
R. Ma, volenti o nolenti, la conseguenza fu quella. Dall'austerità del dopoguerra emerse una nuova generazione che voleva godersi la vita, semplicemente.
D. È un paradosso.
R. Eppure è così. I sessantottini erano consumatori di mercato, pronti a cogliere le occasioni che si presentavano. Volevano divertirsi. Vestirsi alla moda. Crearsi identità diverse dalle precedenti. Essere liberi di provare piaceri temporanei. Alla lunga, anche gli iPhone sono una conseguenza del ‘68.
D. Anche l'amore liquido è una conseguenza del ‘68.
R. Gli appuntamenti su Internet, gli incontri di una notte («one night stand»)... Tutto è una conseguenza. È facile: ti diverti, poi premi il bottone delete, cancella. E tutto sparisce.
D. Nell'attimo, però, la soddisfazione è maggiore. Si conoscono più partner, si accumulano esperienze di vita.
R. Sì, ma il punto è che, nel tempo, ciò che dà soddisfazione è innanzitutto collezionare esperienze su esperienze. Una volta ottenuto l'oggetto del desiderio lo si getta via, per ottenerne subito un altro.
D. Il mio iPhone, però, non è l'ultimo modello. E l'ho preso pure usato.
R. Stia tranquilla che, presto, anche lei lo getterà nel sacco della spazzatura, per averne uno nuovo.

L'etica commercializzata e la vitalità del capitalismo

D. Si prende, si usa e si scarta. Eppure, 20 anni fa, lei guardava all'etica post-moderna come a un salto di qualità. La società liquida non era tutta da buttare.
R. Avevo, ahimè, sottovalutato l'ingegnosità del marketing capitalista. Pensavo che, dopo secoli di società solida, dove la moralità si identificava con il conformismo, fosse finita l'etica dell'obbedienza ai codici prestabili e iniziasse l'epoca dell'agire morale individuale. Un agire autentico e libero, dettato dalla responsabilità delle proprie scelte.
D. Perché non è andata così?
R. Nell'era dei consumi, anche l'etica e la moralità sono state commercializzate. In un'epoca dove sei rintracciabile ovunque e, pena il licenziamento, devi fare gli straordinari per il tuo capo, ti senti molto in colpa, per non essere un partner presente, un buon padre o una buona madre.
D. E allora?
R. Allora arrivano in soccorso i negozi. Con i regali cerchi di compensare i bisogni della tua famiglia. Come un prozac, sedano il tuo inappagato impulso morale.
D. Ma non risolvono i problemi.
R. Affatto. Scambiando i regali come tranquillanti, non sentirai mai che le relazioni umane vanno in pezzi. Togliendo il dolore, non cercherai più la guarigione e diventerai patologico.
D. Parla della situazione attuale?
R. Riducendo gli scrupoli morali ed evitando di affrontare i problemi, siamo arrivati dove siamo arrivati.
D. Eppure lei ha vissuto tempi peggiori: la guerra, i regimi, la discriminazione. È davvero così doloroso vivere oggi? E domani sarà davvero così difficile?
R. È sbagliato pensare alla società liquida, come a una società leggera e superficiale. Non ha senso comparare i livelli di felicità di epoche e generazioni diverse.
D. Perché?
R. Perché si confrontano astrazioni diverse. Per sentire la mancanza di qualcosa, devi prima provarne l'esperienza. Si può dire che ogni tempo abbia le proprie gioie e le proprie afflizioni. Ma non che oggi un giovane rimasto senza Facebook soffra meno che a vivere nel Medioevo.
D. Qual è lo scoglio più duro della crisi attuale?
R. La deprivazione; Quattro anni fa non sarebbe stato neanche immaginabile perdere la capacità di comprare una casa, di chiedere prestiti...
D. Persino non potersi permettere un'auto.
R. Eppure sarà così. Tornare allo stile di vita «happy & lucky» (felice e fortunato) del ‘68, o anche solo di un anno fa, sarà impossibile.
D. Se per l'etica era stato fiducioso, adesso lo è meno.
R. Se è per questo, come tanti ero stato anche troppo ottimista sul capitalismo.
D. Con il crollo dei consumi morirà il capitalismo?
R. Chissà. In passato molti hanno profetizzato la sua fine. Invece, visto che non siamo profeti, quando stava per morire il capitalismo è sempre risorto.
D. Come ha fatto?
R. Trovando strade inedite e sorprendenti, per fare profitti.
D. Anche il capitalismo è liquido?
R. Quanto meno flessibile e dotato di grande inventiva. È riuscito a trasformare la gente che aveva abitudine a risparmiare, in gente che spende denaro senza riserve. Un miracolo.
D. Ora anche il business del credito però sembra arrivato al capolinea.
R. Il capitalismo è in seria difficoltà e sembra assai improbabile che possa sopravvivere. L'ultima sua metamorfosi è grigia. Ormai il Prodotto interno lordo si regge su un'economia illusoria e intangibile, disconnessa dai problemi genuini della gente, che fa profitti solo spostando moneta.
D. Business virtuale.
R. Business per pochi. I soldi si muovono dalle tasche di un grande azionista verso le tasche di un altro grande azionista. Capace però di far dei miracoli. (intervista di Barbara Ciolli per Critica Sociale)

Claudio Bellavita
violentata con un rapporto orale, tecnicamente impossibile
SAREBBE MEGLIO CHE FASSINA SI RIMETTESSE A STUDIARE

... Ma perchè nessuno parla, anzi, neanche immagina, di ripristinare la rendita perpetua? Con la quale si sono finanziati tutti gli stati d’Europa da Napoleone alla prima guerra mondiale? Per il FMI la religione detta l’austerità con l’inflazione, e gli stati troppo indebitati devono saltare i pasti e le cure sanitarie per ridurre il debito del 4% all’anno. Ma con i tassi che tendono al sotto zero, ci sarà ben qualcuno che preferisce il 2,5%-3,5% per sempre, e se ha bisogno di soldi va in borsa a vendere, certe volte prenderà di più di quel che ha versato. E il debito si riduce di colpo, senza sacrifici.
Personalmente ho il dubbio che la religione dell’inflazione obbligatoria parta dagli USA, il cui sistema economico ha bisogno di una guerra sempre aperta in giro per il mondo per continuare a tirare, e pagare le guerre con l’inflazione è la ricetta generale da cento anni. E chi osasse pensarla come me sta zitto perchè non vuole fare la fine di Strauss Khan: c’è sempre un’inserviente pronta a gridare che è stata violentata con un rapporto orale, e centinaia di liberi giornalisti USA che non si chiedono come sia tecnicamente possibile...Poi, una volta distrutto il reprobo, ci pensa un giudice a dire che non è possibile. Sarebbe il caso che Fassina, anzichè battersi per prendere il 2% alle comunali di Roma, ma danneggiare Giachetti, si rimetta a studiare, in economia riesce meglio che in politica...

bella Italia di mille cose 'meravigliao'
I MURI DELLA VERGOGNA

'Dadaumpa - dadaumpa umpa!' il motivetto delle gemelle Kessler, grande successo televisivo, a ricordare il fruscio sottobanco delle mazzette un sistema corruttivo sempre più in auge che rallegra i cuori e ingrassa i portafogli extra large dei soliti biscari della nostra bella Italia. Già, bella Italia, di mille cose 'meravigliao', ad esempio il debito pubblico: che è talmente alto e ingestibile che non conviene neppure più pagarlo, in fondo se non si paga è come non averlo, così ragionano i nostri politici stregoni, gli 80 euro elargiti al popolo come clisteri pre- elettorali non sono che pochi spiccioli a fronte di un disastro immane. Viviamo un Democrazia rappresentativa, surrogata, improvvisata come una piece di Camus, prevalgono solo le ragioni elettorali e le conseguenti convenienze personali, basta vedere i cambi di casacca, un fenomeno in costante aumento da parte di personaggi politici tanto cinici quanto squallidi. Affoghiamo in una anarchia surreale, in una Democrazia in cui i cardini nobili forgiati dai nostri Padri Costituenti vengono sistematicamente distrutti. E per i cittadini, quelli normali appellati come stupidi onesti 'non c'è più trippa per gatti', il Potere Costituito fa e disfà a suo piacimento, senza regole, uomini che condizionano altri uomini con sottile furbizia e senza misericordia. ll Governo si è genuflesso dinnanzi al potere economico, all'idolo del mercato, incapace di gestire un progetto di equa giustizia sociale riducendo il divario immorale tra quanti hanno molto e coloro che hanno poco. 'Tutti fratelli, tutti convitati alla tavola imbandita del mondo, tutti uguali nel diritto di una vita degna di essere vissuta' parole e parole che sentiamo ripetere da tempi immemori dai bugiardi maestri di professione: che alle necessità concrete della società mai si provvede, in una vertigine di egoismo, di filautia, innescando subdole guerre tra i poveri in modo che i ricchi possono approfittarne per divenire ancora più ricchi. Con la caduta del muto di Berlino si era sperato in un novo mondo, in una resurrezione delle coscienze: oggi si è ritornati a costruire altri muri, altri recinti in tutta Europa, a impedire che esseri umani possano riconoscersi come tali in piena dignità e libertà.(g.g.)

la querelle tra i socialisti
TANTO RUMORE PER NULLA

In tempi neppure troppo lontani, si aveva responsabilità e decenza di ciò che di diceva, i politici davano un senso alle parole, concretezza alle promesse, limpidezza al loro operato: oggi è inutile ripetere di come le cose siano degenerate, ne subiamo passivamente conseguenze e atti, senza riuscire a trovare un'ancora di salvezza, lentamente siamo scivolati nel buio delle catacombe.
La recente e penosa 'querelle' alla quale anche noi di Azione Riformista non ci siamo sottratti, (chiediamo scusa agli interessati se qualche volta siamo stati eccessivamente critici) del Nuovo PSI passato armi e bagagli con il Centro Destra, senza nessun preavviso, forse 'a cuor leggero', ha stupito non pochi lasciando molto amaro in bocca: se non fosse altro che fino a pochi giorni prima, presso l'Avvocato Biale, coordinatore della lista 'siamo italiani di Savona' - Frumento Sindaco', si erano sottoscritti accordi e impegni ben precisi per un percorso comune e unitario.
Detto questo, appunto perchè la politica è degenerata in un mestiere arido di rendiconti personali, e quant'altro, diciamo che ognuno è libero, riferito all'ing. Marabotto, di fare ciò che vuole, o meglio creda opportuno, a questo punto non ci resta che auguragli buona fortuna e chiudere per sempre questa inutile 'querelle'.
D'altra parte siamo avviliti per la mancata chiarezza, o coraggio, da parte dell'ing. Frumento, nel non volere fare il nome di chi, a suo dire, lo ha chiamato da Roma per 'abbandonare la sua lista e candidarsi nel PD in cambio di un assessorato certo' dando così modo ai suoi avversari politici di attaccarlo con veemenza: i cittadini, ora più che mai, danno molta importanza a questi giochi incomprensibili e ombrosi. (Ilaria Barberini, segreteria di Azione Riformista, Savona dei Cittadini')

L'ULTIMA CENA DEL NUOVO PSI

In tutta questa polemica del Nuovo PSI accasatosi nella coalizione dell Centro Destra, Ilaria Caprioglio candidata Sindaco di Savona.
Non entriamo in merito a scelte (Marabotto) personali, di coscienza, dignità, ovvero di opportunità e quant'altro che ognuno sa per sè.
Ma una prova della verità, o del nove come nei problemi di matematica a scuola, è lecito chiederla e farla: a questo punto il nostro transfugo non può esimersi dal candidarsi (due sono i rappresentanti del Nuovo PSI nella nostra città, Marabotto padre e figlio) verificando poi semplicemente i voti presi.
Che poi si dichiari, pubblicamente a tromba, che lui è un socialista e che tale sempre rimarrà, facciamocene una ragione, o una penitenza, anche Giuda era un Apostolo poi si sa come sono andate a finire le cose.(g.g.)


Presso Villa Cambiaso, con la presenza di diversi giornalisti, di un folto pubblico di cittadini, dei candidati della lista "Siamo Italiani di Savona - Frumento Sindaco " c'è stata la presentazione dei relativi nomi e del simbolo ufficiale.
Oltre ai candidati presentati da Carlo Frumento si confermano:
Altamura Stefany, figlia del compianto Sergio, nome di spicco del PSI Savonese e fondatore dell'Associazione "Futuro è Socialismo"
Bertone Angelo, fondatore della Federazione "Pensionati per Bertone" molto attiva sulle problematiche dei pensionati
Biale Fabrizio, avvocato e coordinato lista "Frumento Sindaco"
Carriere Giancarlo, medico fisioterapista osteopata
Cuneo Carlo, ingegnere e Vice Segretario PSI
Guerrisi Salvatore, operaio, sindacalista
Ji Guanli, nato a Wenzhou - Cina, imprenditore - di anni 26
Pastorelli Aureliano, impiegato, Presidente Società Ginnastica Quilianese
Piscitello Giuseppe, imprenditore
Polverini Mauro, pensionato rappresentante di "Futuro è Socialismo"
Recagno Stefania, avvocato e consigliere Provinciale ANPI Savona
Rossi Cinzia, scrittrice e già Polizia di Stato
Tabò Silvano, promotore finanziario, sindaco di Loano per due legislature
Toniolo Lucio, geometra e rappresentante PSI Savona
Inoltre all'incontro hanno partecipato Marina Lombardi, Sindaco di Stella e segretaria del PSI, Andrea Grasselli segretario di "Futuro è Socialismo" per confermare la piena e incondizionata adesione alla lista "Siamo Italiani di Savona - Sindaco Frumento " sottolineando che il NuovoPSI pur sottoscrivendo tutti i passaggi politici e legali del progetto ha sempre avuto un comportamento non lineare e ambiguo sfociato dopo nell'adesione di una lista di centro destra (alveo naturale) nonostante in passato il segretario A. Marabotto abbia dichiarato di avere votato alle primarie del PD.
Infine si ribadisce la trasversalità del progetto che va dai Socialisti ai Cattolici.
(Giorgio Gambaro addetto stampa)


IL GIOVIN SIGNORE ALBERTO MARABOTTO

Apprendiamo, 'elezioni Savona, spaccatura tra i socialisti' con compendio di foto' inquietante' di Santi a braccetto con Marabotto: il quale, a cuor leggero (e volpe sotto l'ascella ?) ha piantato in asso i compagni della lista socialista autonoma 'Siamo Italiani di Savona' (PSI, Futuro è Socialismo e company) approntata con grande fatica e altrettanta buona volontà in corsa con un proprio candidato sindaco, l'ing. Giancarlo Frumento.
Si sussurra che il Marabotto, non abbia resistito al 'fascino maliardo' della Ilaria Caproglio, candidata sindaco per il centro destra e in quattro e quattr'otto abbia deciso di condividerne l'avventura.
E dire che solo pochi mesi fa il Marabotto (nuovo PSI, cucciolo dell' On Barani elargitore generoso di croccantini fino al momento del trasloco con Verdini) aveva bussato mesto alla porta del PSI cercando un posticino dove accasarsi.
E non solo, a breve tempo, proponendosi come stratega illuminato del PSI, 'ghe pensi mi', con il segretario Marina Lombardi incantata e accondiscendente in tutto e per tutto, ammaliata da tanto fervore e raffinato far play, insomma ancora non riusciamo a comprendere se si è trattato di una manfrina combinata dagli scopi ancora ombrosi o di una bufala annunciata: fra qualche giorno ne sapremo di più.
(Ilaria Barberini, della segreteria di 'Azione Riformista, Savona dei Cittadini')

per una città libera dai soliti politici di casta
SOCIALISTI, CAPITANI CORAGGIOSI

'scrivere in onestà di pensiero è un impegno di responsabilità morale verso i cittadini'

Rifiutato il corteggiamento del PD ,inizia la corsa solitaria per le elezioni comunali di Savona, la lista civica 'siamo italiani di Savona' (scusate la battuta, troppo spontanea e irresistibile: ma se non si è cittadini di Savona, si è ugualmente italiani a tutti gli effetti?) di desinenza socialista in simbiosi con altre realtà politiche, con un percorso unitario privo di diktat, paritario e senza fraintendimenti.
Lista di sostegno al candidato Sindaco Giancarlo Frumento, capitano coraggioso e di lunga navigazione politica.
'in questi anni abbiamo assistito, subito un immobilismo che ha svilito la città e mortificato i cittadini, con una distanza abissale, per molti aspetti ostica, tra l'amministrazione di Palazzo Sisto e le necessità della comunità spesso ai limiti della sopportazione'.
'Savona vuole ritrovare la sua dignità di città viva, capace di affrontare le sfide del futuro, uscire da questa palude da incubo, respirare aria nuova non inquinata dai soliti politici di casta troppo vicini alle loro cose e troppo lontani dalle necessità della gente'.(g.g.)
...anche se il voto, come si suole dire è gratis, gettarlo alle ortiche non andando a votare, o farlo senza avere conoscenza della storia dei candidati, non è una buona soluzione, necessita invece dare forza a chi lealmente sa ascoltare e dialogare con noi, condividendone aspettative e necessità

PERONI, LA BIONDA NEL SACCO, CI ABBANDONA

E così, cari lettori, la bionda maliarda della birra '... mi manca la Peroni', la bionda italiana dalle curve mozzafiato, fugge in Giappone attratta dai miliardi, 2,5 per l'esattezza, dal solito magnate del gruppo nipponico Araki.
Una volta le donne si 'accontentavano' di un brillantuccio di 20 e più carati come la showgirl italiana Lory Del Santo per una notte di amore trascorsa con il finanziere miliardario Castoggi, oppure di un cammello ricoperto d'oro di qualche emiro bizzarro in vena di ampliamento dell'harem, insomma le donne come sempre sedotte dai quattrini più che dal serpentello ignudo di Adamo.
Ci mancherai bella bionda, cavolo se ci mancherai! trovarne un'altra seducente come te, con quel profumo ambrato di luppolo e quel sapore inebriante di...donna, sarà difficile se non impossibile.
La tua passerella italiana risale al 1846, ovvio una trisavola, nata in quel di Vigevano, cinque generazioni sempre a produrre birra, tre fabbriche, Bari, Padova e Roma, 700 dipendenti ora con il cuore in gola in attesa di capire quale sarà il loro futuro lavorativo, considerato che impiantare a nuovo una fabbrica di birra non è così difficile, oltre tutto i giapponesi lavorano molto e bevono poco esportando in tutto il mondo a prezzi concorrenziali.

Andrea Cofelice
CENTRO STUDI SUL FEDERALISMO
L'accordo UE-Turchia sui migranti:
legittimità ed efficacia

Agli inizi di aprile è diventato operativo l’accordo Unione Europea-Turchia sui migranti, un pacchetto di misure inizialmente concordate nel piano d’azione comune del 29 novembre 2015, successivamente sancite nella Dichiarazione dei Capi di Stato e di Governo europei del 7 marzo 2016, infine ribadite nella Dichiarazione del Consiglio Europeo del 17-18 marzo 2016.
L’UE auspica che la cooperazione con la Turchia possa essere funzionale al ripristino del controllo delle frontiere sulla rotta del Mediterraneo orientale e dei Balcani occidentali, entro la primavera del 2016, e al mantenimento dei flussi migratori il più possibile lontano dai confini europei (sono state invocate analogie con il "modello australiano"). L’imponente numero di arrivi registrato nel 2015 (circa un milione di persone, di cui 850.000 nella sola Grecia), oltre ad aver reso largamente inapplicabili le regole di Dublino, ha messo in crisi il regolare funzionamento dell’area Schengen, inducendo l’UE ad adottare "qualsiasi misura necessaria" (whatever is necessary) per tentare di salvaguardare il sistema comune di asilo e l’area di libera circolazione.
Tale esigenza, tuttavia, sembra essersi imposta al costo di comprimere standard consolidati in materia di protezione dei richiedenti asilo. Numerosi sono i dubbi sulla legittimità ed efficacia dell’accordo, nonché sulla sua natura giuridica – una Dichiarazione, dunque uno strumento di soft-law che non richiede il coinvolgimento del Parlamento europeo e di quelli nazionali.
La criticità principale riguarda la possibilità per l’UE di rimpatriare in Turchia non solo i migranti economici che hanno compiuto in maniera irregolare la traversata dalla Turchia alla Grecia, ma anche persone in cerca di protezione internazionale, in considerazione del fatto che la Turchia rappresenterebbe un "paese terzo sicuro". L’applicazione di tale concetto è regolata da rigorose garanzie sostanziali e procedurali, contenute nella Convenzione sullo status dei rifugiati del 1951 (art. 33) e nella Direttiva procedure del 26 giugno 2013 (art. 38).
Che la Turchia soddisfi pienamente i requisiti di "paese terzo sicuro", ai sensi di tale normativa, resta una questione aperta. È sufficiente ricordare che la Turchia applica la Convenzione del 1951 con limitazioni geografiche, concedendo lo status di rifugiato ai richiedenti asilo provenienti dall’Europa, e solo una protezione temporanea e limitata a chi proviene da altre aree, inclusa la Siria. Inoltre, molte organizzazioni non-governative, incluse Amnesty International e Human Rights Watch, oltre a denunciare casi di violazione del principio di non-refoulement, sostengono che in Turchia i rifugiati non siano sempre al sicuro da trattamenti inumani e degradanti, circostanze recentemente confermate dalla Corte europea dei diritti umani, nei casi Abdolkhani and Karimnia v. Turkey del 2009 e SA v. Turkey del 2015.
Il riconoscimento della Turchia quale "paese sicuro" consentirebbe alle autorità greche di applicare procedure accelerate per l’analisi delle richieste di asilo, che potrebbero essere giudicate infondate o inammissibili (spianando così la strada al rimpatrio in Turchia) non a seguito di un attento esame individuale, come da prassi, ma semplicemente in considerazione del fatto che i richiedenti asilo godrebbero già di protezione internazionale in Turchia, o potrebbero lì ottenerla. Nonostante tutte le rassicurazioni del caso, alcuni organismi delle Nazioni Unite temono che il ricorso a tale procedura accelerata potrebbe trasformarsi, in pratica, in una forma di espulsione collettiva di potenziali rifugiati, circostanza che costituirebbe una grave violazione del diritto internazionale.
Un ultimo aspetto controverso riguarda il cosiddetto meccanismo di reinsediamento "1 a 1", in base al quale, per ogni siriano rimpatriato in Turchia dalla Grecia, un altro siriano sarà reinsediato dalla Turchia nell’UE, con l’intento di evitare che i migranti si affidino ai trafficanti. Al netto delle problematiche giuridiche (discriminando fra siriani e richiedenti asilo di altre nazionalità il meccanismo potrebbe violare l’art. 3 della Convenzione del 1951), l’efficacia del programma dipenderà dal numero di posti messi a disposizione per i reinsediamenti dei siriani in Europa. Attualmente, i circa 70.000 posti proposti dalla Commissione a governi che già in passato si sono mostrati estremamente reticenti ad attuare simili misure, sono ben al di sotto del numero di siriani che si stima siano presenti in Turchia (circa 2 milioni).
Tali considerazioni consentono di mettere in risalto un paradosso intrinseco all’accordo: per raggiungere l’obiettivo di una significativa riduzione degli arrivi e di un aumento dei trasferimenti in Turchia, l’UE si troverebbe costretta a comprimere in maniera significativa le proprie salvaguardie legali, esponendosi potenzialmente a violazioni del diritto internazionale e comunitario su temi quali la detenzione dei migranti, i respingimenti collettivi ed il diritto ad un effettivo ricorso. D’altro canto, qualora si procedesse ad una applicazione pienamente conforme alla normativa internazionale, il numero di rimpatri in Turchia potrebbe essere di gran lunga inferiore ai desiderata, con il rischio di trasformare l’accordo nell’ultima di una serie di misure scarsamente efficaci sul fronte della gestione delle migrazioni.
Saranno le modalità di attuazione a costituire il test principale per valutare legittimità ed efficacia dell’accordo. Il percorso primario a disposizione dei richiedenti asilo per contestare eventuali violazioni è quello di ricorrere ai tribunali greci, i quali potrebbero rinviare la questione alla Corte di giustizia dell’UE; in alternativa, una volta esauriti i ricorsi interni, i richiedenti potrebbero ricorrere alla Corte europea dei diritti umani. Sarebbe opportuno, tuttavia, che l’Europa giocasse d’anticipo, procedendo immediatamente ad istituire un meccanismo di monitoraggio indipendente sull’applicazione dell’accordo, con la partecipazione di membri del Parlamento europeo, organismi internazionali e organizzazioni non-governative, dichiarandosi al contempo pronta a modificare o sospendere le operazioni di rimpatrio qualora dovessero emergere gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani.
Quel che è certo è che l’UE non uscirà dall’attuale crisi migratoria accumulando misure straordinarie e temporanee (come quella in questione), o semplicemente scaricando i costi sui paesi limitrofi. Tali politiche, anzi, potrebbero favorire la destabilizzazione di quei paesi, mettendo a rischio la stessa sicurezza europea. Sarebbe invece auspicabile che si aprisse finalmente un dibattito sui modelli "sostenibili" di gestione delle migrazioni, che, da un lato, contemplino riforme interne ispirate alla solidarietà e condivisione degli oneri (da ultimo, la riorganizzazione del sistema di Dublino e la creazione di una guardia di frontiera europea); dall’altro, realizzino una più efficace proiezione dell’UE sul piano internazionale, tale da consentirle di promuovere la sicurezza e la stabilizzazione dell’area mediterranea, nonché di agire alla radice del fenomeno migratorio, attraverso l’attuazione di programmi di sviluppo, capacity-building e reinsediamento.

la Zattera

 Sir John









il destino di un marinaio



Guardo l’istante increspato di azzurro
navigo solitario con voli inquieti di gabbiani
la vela è gonfia di vento e di salsedine

chiudo gli occhi e affondo la mano nell’onda
si impigliano fra le dita le posidonie
presto verrà l’alba e sarà una nuova avventura

il mio destino di marinaio segue le stelle
non importa se quelle giuste o sbagliate
a volte ne trovo qualcuna nella cesta delle aragoste

che sia sabato e domani un altro giorno
la mia zattera non ha orizzonti da inseguire
importante è sfuggire al canto delle sirene.



Franco Astengo
CHIASSO MEDIATICO, PROFUGHI, GUERRE

In queste ore sta salendo di tono il chiasso mediatico attorno al drammatico tema dei profughi.
Un chiasso mediatico che pare però aver dimenticato, nella consueta superficialità dei media, due importantissime questioni:
a) Il fenomeno dei profughi, fuggiaschi dalle guerre e dalle dittature, non è fenomeno riservato a una sola area del mondo, quella mediterraneo e centro europeo, posta a diretto contatto con i conflitti mediorientali (rammentando sempre l’origine di questi conflitti dall’esportazione della democrazia). Si tratta di un fenomeno globale di dimensioni planetarie: i mari dell’Asia sono solcati da milioni di disperati in fuga che non trovano asilo in alcun luogo e – prima di tutto - sono seccamente respinti dall’Australia, meta agognata. L’Etiopia sta ospitando 800.000 profughi della guerra siriana. E gli esempi potrebbero continuare a lungo;
b) L’origine di queste tragedie sta nelle guerre: anche in questo caso non è possibile riferirci semplicisticamente soltanto all’ISIS, alla Siria e alla Libia. Si calcolano in questo momento, tra guerre “classiche” e guerre civili, 49 teatri bellici nel mondo.
Perché si fanno le guerre?
La risposta è semplice ed è quella di sempre: perché le grandi potenze e le lobby dominanti al loro interno debbono vendere armi e tecnologia bellica.
Elenchiamo alcuni dati che provengono dallo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) già riportati nel numero di Aprile de “Le monde diplomatique”.
Andando per ordine.
Il 2014 ha registrato più guerre da ogni altri anno dal 2000 in poi.
Invece di ridursi le spese militari nel mondo sono aumentate di un terzo in dieci anni, raggiungendo i 1.700 miliardi di dollari (un po’ più di 1.520 miliardi di euro) nel 2014.
Le spese militari sono più che raddoppiate nell’Africa del Nord e nell’Europa dell’Est, e sono aumentate dei due terzi in Medioriente come nell’Est asiatico.
Gli Stati Uniti che avevano iniziato a ridurre il bilancio militare con il ritiro delle truppe nell’Iraq nel 2011 e dall’Afghanistan (che dovrebbe concludersi quest’anno) nel 2014 lo hanno riportato al livello del 2007, ovvero a 610 miliardi di dollari (547 miliardi di euro): un terzo dell’intera spese militare mondiale.
Negli ultimi cinque anni, precisa il SIPRI, la vendita di armi è stato il più importante dalla fine della guerra fredda.
Gli Stati Uniti sono al primo posto con il 32,8% del mercato mondiale seguiti dalla Russia con il 25,3%.
Le due superpotenze sono in grado di proporre dei sistemi d’arma testi in teatro di guerra (il cosiddetto “combat proven”: la ragione vera per la quale le guerre sono alimentate di continuo e l’ISIS è del tutto funzionale a questo disegno, come vedremo in seguito. L’ISIS se non ci fosse bisognerebbe inventarlo e così probabilmente è stato fatto).
A grande distanza la Cina (5,9%), la Francia (5,6%) e la Germania (4,7%).
Attenzione alla graduatoria degli acquirenti: al primo posto l’India, seguita da Arabia Saudita ( principale finanziatore dell’ISIS), Cina, Emirati Arabi Uniti, Corea del Sud.
Sono soltanto alcune cifre molte indicative al riguardo delle mistificazioni pacifiste portate avanti dalla propaganda dei diversi governi: propaganda particolarmente odiosa nel caso del governo italiano, che vive sostanzialmente in tutti i suoi atti sulla mistificazione propagandistica, unica cifra possibile per la sua esistenza.

Franco Astengo
necessita avere piena consapevolezza della posta in gioco
NELL'OCCASIONE DEL VOTO SULLE RIFORME COSTITUZIONALI

In una situazione di grande complessità generale stretti tra globalizzazione, sovranazionalità, potere residuale degli Stati che pure restano sempre in grado di provocare le guerre, la gestione delle diseguaglianze epocali congenite al ciclo dello sfruttamento capitalistico sta ormai scivolando verso forme neppure troppe inedite di governo autoritario nel combinato disposto tra “democrazia del pubblico”, dialogo diretto tra il capo e le masse (un vecchio arnese da Le Bon in avanti che viene sempre buono al momento opportuno), svuotamento dei corpi politici erroneamente assegnati ad una inesistente categoria dell’ arcaismo novecentesco.
Il “pensiero unico” della fine della storia giudica superata ormai la stessa democrazia liberale. Il referendum costituzionale che si svolgerà in Italia si inserisce appieno in questo discorso e dobbiamo avere piena consapevolezza della posta in gioco. Dobbiamo esserne coscienti e collocare questa scadenza al primo posto della nostra agenda muovendoci, nella elaborazione di una efficace line di contrasto, ben oltre la semplice difesa e/o richiesta di piena applicazione di quella che retoricamente è stata definita Costituzione nata dalla Resistenza.

impenitenti, impertinenti, travolgenti
niente salti di quaglia e liste caprine

DELLA LISTA SOCIALISTA E COMPAGNI DI VIAGGIO

Noi ci crediamo anche perchè non siamo caporali di giornata ma socialisti di sempre convinti e di razza.
Questa lista approntata in vista delle prossime elezioni Comunali di Savona, di linfa socialista, con affluenti di altri raggruppamenti, partiti e associazioni, è nella realtà di oggi l'unica e concreta novità politica.
Mentre tutte le altre liste, civette, gufi e caprine , si presentano tali e quali come cinque anni fa, 'stessa spiaggia stesso mare' (un po' più inquinato, a rischio per la presenza dei souvenir dei silos bituminosi) con programmi copia & incolla e candidati sindaci estratti dai barattoli della naftalina, questo raggruppamento ha una forte valenza di visibilità, dinamismo e coraggio, apertura e duttilità non precludendo a nessuna componente politica di farne parte, fatto salvo l'impegno di condividere i principi nobili e storici del socialismo.
E' una lista eterogenea e per questo vivace, ricca di apporti sociali e culturali con un candidato sindaco guerriero, l'ing. Frumento, di esperienza e grande strategia: lo dimostra il fatto di coloro che 'entrano ed escono' (per favore l'ultimo chiuda la porta), in piena libertà decisionale, il nome della lista ancora in mutazione, il simbolo avveniristico e graficamente accattivante, il programma in continua aggiornamento e creatività.
Come si suol dire 'chi vivrà vedrà' ma qualunque siano i risultati, applausi o condoglianze, sarà comunque un esperimento fuori dalla banalità dei soliti percorsi, una lista con donne e uomini con il coraggio delle proprie idee, al servizio delle problematiche dei cittadini e quel che più conta senza 'lacci e tagliole, volpi sotto le ascelle, opportunismi e bugie' .(g.g.)

CASO REGGIANI, IL CORAGGIO DELLA RAGIONE

I nostri signori 'nani' politici, tanto piccoli da apparire surreali, a proposito del caso Reggiani/Egitto, dovrebbero riflettere e assumersi il coraggio della ragione così come il nostro Presidente Sandro Pertini ebbe a dire contro l'allora giunta militare criminale dell'Argentina 'esprimo lo sdegno, la mia protesta e del popolo italiano, in nome degli elementari diritti umani, così crudelmente elusi e calpestati'.

non è più possibile continuare con questa sordità civile
COME 'TRIVELLANO' I NOSTRI CERVELLI

Michele Emiliano, Governatore della Puglia, a proposito del referendum del 17 aprile, trivelle sì o nò, 'faccio un appello, non abbiate paura, non fatevi intimidire da capi e capetti che vi dicono di boicottare il referendum'.
Maurizio Landini segretario della Fiom, 'è pericoloso e sbagliato che addirittura il Governo inviti i cittadini a non andare a votare, questo è folle! ed è assolutamente falso che se vincessero i sì molti posti di lavoro si perderebbero'.
...e che non si discuta il non voluto accorpamento del referendum con le elezioni amministrative di lì a pochi mesi: che l'Italia è panciuta di quattrini pubblici, anzi, ce ne sono talmente tanti, in esuberanza che presto altri 80 euro verranno generosamente distribuiti al popolo bue, alla faccia dei melagrani:... tutto questo con il non senso, la fregatura, della pressione fiscale aumentata al 43,5 % nel 2015.
Se qualcuno conosce un bravo uomo capace di raddrizzare questa nostra Italia, in perenne abulia, ''si faccia avanti''.
'ogni volta che appare un capo popolo si rinnova la speranza per una Italia più giusta e moralmente corretta, per poi rendersi conto a breve che altro non era che la consueta dolorosa illusione' .(g.g.)

SAN PIETRO, TESSERA 47 DEL PD

'l'uomo, oggi, può contare solo su se stesso, deve avere la forza di salvarsi da solo usando intelligenza e follia, perchè può succedere che persino il Padreterno vada in confusione' (da 'Dario e Dio').

....e così la madonnina Boschi,dopo Lourdes e Fatima, è apparsa anche ai Magistrati; così celestiale, eterea ha rivelato il segreto di come il petrolio e l'acqua in fondo siano la stessa cosa, stesse funzioni, doni generosi della natura al nostro pianeta, permettendoci così di sopravvivere, oggi, che domani non si sa.
E noi cittadini che continuiamo a preoccuparci inutilmente, a rompere i cucumuzzi a questi nostri politici padri padroni della terra e prossimi anche del Cielo se San Pietro, tessera 47 del PD, darà una spintarella.
L'acqua chiara e limpida e il petrolio nero come la pece, oggi la chimica fa di tutto chissà quanto petrolio trasformato in acqua ingurgitiamo ogni giorno, liscia o gasata che sia, del resto da tempo abbiamo delle 'buone bistecche', senza osso, composte da un intruglio di idrocarburi e spezie, prossime le pillole alimentari a deliziarci il palato e il cervello con qualche tumore in più tanto per gradire.(g.g.)

la Zattera

 Sir John












sazietà dell’amore

Gioco a mosca cieca con la vita
a volte è lei che mi rincorre
a volte sono io che la sfuggo

sono rientrato in darsena questa notte
il mare di pece e il cielo senza stelle
nella bettola a ritrovare gli amici di un tempo

i loro volti mi sono apparsi diversi
o forse non li avevo mai conosciuti
così vecchi e con i capelli bianchi

ho portato le aragoste della cesta dell’altro ieri
abbiamo fatto notte fin quasi l’alba
fuori i gatti attendevano di entrare

c’è una donna che mi aspetta
ho nostalgia della sazietà dell’amore
domani andrò a scusarmi con un fiore di corallo.

STRANI E INCOMPRENSIBILI QUESTI SOCIALISTI SAVONESI

Qualche giorno fa abbiamo letto su un blog nostrano della decisione, accordo già stipulato, ad elezioni Comunali avvenute, di un ricompattamento in una unica rappresentanza di Socialisti savonesi (centesimo tentativo) nello specifico vecchio e nuovo PSI e Futuro è Socialismo.
Non entriamo in merito al fatto che è stata volutamente esclusa Azione Riformista, storica e ascoltata voce del socialismo savonese, evidentemente non disposta ad appiattirsi quando si tratta di inciuci.
Poniamo in merito una semplice riflessione, di coerenza: per le elezioni Comunali, i socialisti padrini, hanno allestito una lista camaleonte 'Savona dei Valori', circa 6/7 componenti di altri partiti o associazioni, 'tutti insieme appassionatamente', un minestrone dal sapore indefinito nella speranza che gli elettori siano di bocca buona e non soffrano di problemi di gastrite.
Se questa 'abbondante lista' va bene per le elezioni, perchè si è già deciso a priori di rottamarla, disconoscendola ad elezioni avvenute? ma che senso ha? e gli elettori come giudicheranno questa incongruenza? e perchè mai dovrebbero votarla se poi non avranno alcuna rappresentanza con la quale interloquire?.(g.g.)

LAUDATE SI', MI' SIGNORE, PER SORA ACQUA, LA QUALE E' MOLTO UTILE ET HUMILE ET PRETIOSA ET CASTA (San Francesco)

'L'acqua è la culla della vita necessaria per l'esistenza di ogni essere vivente, umano, animale e vegetale; la pioggia che cade ricorda che la Creazione è un dono affidato alle nostre cure, l'acqua non appartiene a nessuno in particolare ma è data gratuitamente per il bene di tutti'.

Papa Francesco: 'l'accesso all'acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perchè determina la sopravvivenza delle persone e per questo è condizione per l'esercizio degli altri diritti umani'.
Si è nel paradosso, nel non senso, che mentre l'acqua peggiora ogni giorno di più a motivo della bramosia e scelleratezza dell'uomo causa prima dell'inquinamento ambientale non ultima e forse la più preoccupante le trivellazioni petrolifere (in Basilicata oltre 400 siti contaminati e malattie tumorali in aumento), il Governo intende privatizzarla per fini prettamente, neppure troppo sotto intesi, di clientelismo politico, con aumento conseguente dei costi di gestione e altro, sempre e comunque a carico dei cittadini.
L'acqua è, e così deve continuare ad essere, un bene comune in quanto essenziale per la vita: è necessario prenderne coscienza per salvaguardarne i nostri diritti, con determinazione, ad essere accondiscendenti si rischia di ritrovarci fra qualche anno depredati anche dell'aria magari venduta in bolle di plastica dai soliti mercanti collusi con la politica degli affari.(g.g.)

riceviamo e pubblichiamo
Caro Direttore, riferimento Suo articolo 'nel pollaio ....' ovvero nel polpettone della lista snaturata socialista 'Savona dei Valori' come mai non sono presenti i raggruppamenti socialisti savonesi, Linea Socialista, il Movimento, Azione Riformista, the Socialist, ecc. ecc.?.
Cortesemente dia una risposta. Prof. Marini e Ines, Fossano.

risponde Gianni Gigliotti
Cari amici lettori, non ci sono parole, come avremmo potuto, noi socialisti convinti e puri della vecchia guarda, svilire, svendere la nostra storia per quattro palanche, ad esempio e solo come eempio, immischiandoci, con l'Italia dei Valori e altri 'arriccia baffi?'.
Possiamo anticipare che dopo l' annunciata carneficina delle elezioni Comunali qui a Savona, sarà impegno primario e di onore ricostruire una forte componente socialista,priva di scorie, con Azione Riformista, Futuro è Socialismo, PSI e nuovo PSI. A presto!.


Franco Astengo
CONFLITTO D’INTERESSI E FAMILISMO AMORALE

Tutti i regimi autoritari e anche i semplici tentativi di arrivarci o le loro parodie (come capita spesso in Italia, luogo nel quale molte volte la tragedia si ripete in farsa) si sono retti sul conflitto d’interessi.
Dietro la facciata del “legge e ordine” e dei vari (o tentativi e/o imitazioni dei vari) “uomini della provvidenza” si sono sempre celati interessi ben precisi: così fu all’epoca di Crispi, con il fascismo (Matteotti fu ucciso perché indagava sui rapporti tra il regime e le compagnie petrolifere inglesi) e in altre occasioni più recenti che non è il caso di rammentare perché fin troppo amaramente note a tutti.
Sempre in tempi recenti al conflitto d’interessi queste caricature di regime hanno cercato di mettere mano alla Costituzione Repubblicana per stravolgerne prima di tutto il senso in tema di forma di governo: è stato così nel 2006, quando il corpo elettorale respinse seccamente quel disegno, è così oggi, dieci anni dopo, considerato che ci troviamo poco lontano da un altro confronto che avrà per posta proprio questo tema del sì o del no al disegno autoritario.
Naturalmente i livelli del conflitto d’interessi sono diversi da occasione a occasione e possono ben essere limitati a frangenti apparentemente secondari sul piano delle grandi dinamiche economiche, politiche, sociali che si sviluppano sia sul piano internazionale, sia su quello interno.
La sostanza dell’analisi politica però non muta: sempre di regime si tratta e di conflitto d’interessi.
Il conflitto d’interessi s’intreccia poi regolarmente con l’esercizio di quel “familismo amorale”, teoria dell’arretratezza nei rapporti sociali, elaborata nel corso degli anni’50 dal politologo statunitense Edward C. Banfield.
E’ il caso di illustrarla brevemente nel merito.
Banfield trasse spunto dai suoi studi sul campo condotti presso un paesino della Basilicata in provincia di Potenza che presentava vistosi tratti di arretratezza sotto il profilo economico e sociale (descritti nell'opera stessa), che chiamò convenzionalmente "Montegrano" e i suoi abitanti "Montegranesi".
Dietro il nome fittizio era dissimulato il borgo di Chiaromonte, piccolo centro della Basilicata.
La realtà di Montegrano fu analizzata da Banfield durante nove mesi di permanenza sul campo nel biennio 1954/1955 utilizzando strumenti metodologici diversi: osservazione diretta, interviste e test psicologici a campioni rappresentativi della popolazione, dati provenienti da archivi pubblici e privati. Alcuni dei dati raccolti furono poi comparati con quelli provenienti da studi condotti su altre comunità rurali sia della provincia di Rovigo che del Kansas.
Partendo dalla convinzione che nei paesi democratici la scienza dell'associarsi sia madre di tutti gli altri progressi, e attraverso lo studio di Montegrano, l'autore arrivò a ipotizzare che certe comunità sarebbero arretrate soprattutto per ragioni culturali. La loro cultura presenterebbe una concezione estremizzata dei legami familiari che va a danno della capacità di associarsi e dell'interesse collettivo. Gli individui sembrerebbero agire come a seguire la regola:

"massimizzare unicamente i vantaggi materiali di breve termine della propria famiglia, supponendo che tutti gli altri si comportino allo stesso modo”

Sarebbe dunque questa particolare etica dei rapporti familiari la causa dell'arretratezza .L'autore la denominò familismo amorale. Familismo perché l'individuo perseguirebbe solo l'interesse della propria famiglia nucleare, e mai quello della comunità che richiede cooperazione tra non consanguinei. perché seguendo la regola si applicano le categorie di bene e di male solo tra famigliari, e non verso gli altri individui della comunità
L'amoralità non sarebbe quindi relativa ai comportamenti interni alla famiglia, ma all'assenza di ethos comunitario, all'assenza di relazioni sociali morali tra famiglie e tra individui all'esterno della famiglia.
L’intreccio “conflitto di interessi /familismo amorale” che risulta e si esalta con grande evidenza all’interno del sistema politico italiano a partire dalla stagione dell’implosione dei grandi partiti di massa e dall’adozione dei sistemi elettorali maggioritari via via plasmati sempre più sul modello presidenzialista con una concentrazione abnorme di potere nella figura del “Capo” che per esercitarlo si avvale esclusivamente dei propri “famigli” (denominati “cerchio magico” o nel caso della più piena attualità “giglio magico”) rappresenta il vero punto di arretramento morale e culturale della democrazia repubblicana.
Un arretramento che ha preso particolare consistenza con l’avvento del governo Renzi, assurto al potere per via di un’operazione di palazzo non suffragata da alcun rapporto di tipo democratico- elettorale come già era accaduto con il governo Monti, e alimentato anche da vere e proprie espressioni di puro cinismo da parte di un ceto politico ormai completamente separato da qualsivoglia istanza sociale e sostenuto da un vero e proprio “appiattimento” nell’insieme di coloro che si occupano dell’uso dei mezzi di comunicazione di massa.
Una situazione drammatica mentre incombono scelte difficili e complesse come quella tra la pace e la guerra e l’altra – appunto – riguardante modifiche costituzionali rivolte verso l’autoritarismo e la sottrazione di ulteriori possibilità di espressione politica da parte delle cittadine e dei cittadini.
Mentre la Francia appare ancora capace di uno sciopero generale contro un tentativo maldestro di sottrazione dei diritti sociali l’Italia appare pervasa da una singolare apatia: sarebbe il caso di rifletterci sopra, ma anche di agire.
L’occasione della campagna elettorale riguardante prima il referendum costituzionale e, poi, la legge elettorale dovrebbe essere colta appieno nella direzione di una ripresa di protagonismo da parte di chi intende contrastare fino in fondo questo regime, ridicolo ma pericoloso.

SAVONA, ELEZIONI COMUNALI

Siam pronti
alle urne
siam pronti
a votare
che Savona
necessita di nuove ali

siam pronti
alle urne
siam pronti
a votare
per ritrovare
la voglia
di una città
da cambiare

siam pronti
alle urne
siam pronti
a votare
uomini fieri
e politici veri
con grande
passione
di ben lavorare.

(e senza rubare)

LA MORTE CHE ACCETTIAMO E' SOLO QUELLA DEGLI ALTRI

La morte che accettiamo è solo quella degli altri, mai la nostra: tanto è vero che per giustificare questa presunzione, camuffiamo le guerre nei Paesi nei quali siamo coinvolti come 'missioni di pace'.
Nel 2009 Barak Obama, in una delle sue prime esternazioni appena eletto, dichiarò che sognava una guerra combattuta solo con i robot per risparmiare la vita ai soldati americani, concetto impercettibile nel sotto intendere che debbono morire solo i 'cattivi' nemici, anche se presunti o tali, e non gli 'amici', che evidentemente 'la morte non è uguale per tutti', con buona pace degli insegnamenti Cristiani, insomma è giusto che 'tu devi morire, io no'.
Oggi con l'utilizzo dei droni telecomandati tutto ciò è fattibile, via a sganciare bombe di morte, anche su popolazioni inermi, bambini, donne e vecchi senza alcuna giustificazione se non colpevoli di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato, al di là di ogni concezione di dignità umana e di misericordia, a tale proposito vorremmo conoscere il pensiero di questo nostro straordinario Papa Francesco.
Ci sarà, forse, una terza guerra mondiale di distruzione totale: quello che è certo, nella eventuale quarta guerra e che si ritornerà a combattere con le fionde.'..(g.g.)

elezioni comunali di Savona
NEL POLLAIO, TANTI GALLI E POCHE GALLINE

Una impresa straordinaria, unica nella storia della politica Savonese, e non solo, se terrà il collante tra Vecchio PSI e nuovo PSI, Futuro è Socialismo, Savona Civica, Altra Savona, Pensionati, Unione Italiana, Italia dei Valori e qualche infiltrato alieno. senza spingere che qualche posto in piedi è ancora disponibile.
Mai giorno più consone di venerdì 1° primo aprile, tradizionale 'pesce', triglia o barracuda che sia, come giorno del 'Conclave' convocato da 'Savona dei Valori', ultima denominazione di questa lista mutante, precedentemente appellata come 'Alternativa Socialista', 'Savona dei Cittadini', 'Azione Socialista', probabile e in predicato qualcosa ancora di diverso.
All'inizio 'fu giorno', con la volontà e l'orgoglio di proporre una 'lista socialista autonoma', sintesi del PSI, nuovo PSI, Futuro è Socialismo, a distanza di anni a risvegliare la storia del socialismo savonese, nei suoi valori, nell'esempio di Sandro Pertini: da sempre in tale intento, 'Azione Riformista', libera voce e megafono, ha cercato di ricomporre diatribe, malesseri, cattiverie e quant'altro tra le tre componenti riuscendo nell'intento pur tra mille difficoltà e ostacoli contrapposti.
Purtroppo, nel corso del progetto, ad opera dei soliti e ben noti 'soldati di ventura', in esuberanza di ribalta e ambizioni fuori luogo, sono stati volutamente 'cercati e arruolati' altri gruppi estranei in tutto e per tutto allo spirito del socialismo, con un inquinamento e uno stravolgimento senza ritegno (Bettino Craxi si starà rivoltando nella tomba vedendosi supportato dalla' 'Italia dei Valori').
Non vogliamo essere malevoli ma sfiora il dubbio (brutta cosa!) che la consistente disponibilità economica dichiarata dalla lista per le spese della campagna elettorale abbiano inopportunamente risvegliato vecchi e mai dimenticati comportamenti.

* * * *
La differenza tra una 'lista autonoma' (o civetta) e una 'lista civica' consiste nel fatto che nella prima possono confluire candidati con tessera di qualsiasi partito, anche di diversa ideologia, come appunto in 'Savona dei valori'.
Nella seconda, civica, solo candidati della società civile, senza alcuna tessera di partito, ad evidenziarne lo spirito volto esclusivamente alla soluzione delle problematiche della città e nell'interesse dei suoi cittadini: così è per 'Anima Savona' dove per correttezza i promotori della lista, gIà iscritti al PSI, hanno chiarito la loro posizione dimettendosi coerentemente, sia pure in tempi diversi, Marco Pozzo, Pesce, De Montis, Costantino e altri.


VENTI DI GUERRA

A due passi da casa nostra, ecco qui un promemoria per i più distratti.

'La Somalia non ha governo è contesa da due armate, disseminata di bande combattenti affiliate al terrorismo (al Shabaab che colpisce anche in Kenya) e le ambasciate europee risiedono altrove per la impossibilità di entrare e uscire dal Paese.
Il Kenya conosce la violenza delle stragi, l'incursione delle bande, l'uccisione di studenti, turisti e degli imprenditori europei che erano ambientati da anni, ed è diventato un Paese in guerra.
La Nigeria subisce le continue azioni stragiste di Boko Haram (15mila morti nel 2014) e le stragi di kamikaze in ogni parte del Paese.
La Repubblica Centrafricana conta miglia di morti e di popolazioni in fuga per la guerra senza fine fra Seleka (islamici) e Balaka (cristiani).
La Repubblica Democratica del Congo è da vent'anni nella morsa di una guerra civile tra fazioni che è costata fino a ora 5milioni di morti.
Il Sud Sudan è un Paese sconvolto da un conflitto etnico che contrappone quasi la metà della popolazione provocando morti, stragi, strupi e paurosa carestia.
Tutti poi, per qualunque ragione fuggono, arrivano in Libia e alle famose prigioni di quel Paese'.
(estrapolato da 'a domanda rispondo' di Furio Colombo, il Fatto Quotidiano 26-02-2016).


COMUNICATO STAMPA 015/2016

“Come mai Mafia Capitale e non Mafia Regione Lazio?” – l’On. Sebastiano Montali scrive a Raffaele Cantone
Segnalare un disagio, un problema, una preoccupazione è diritto, nonché dovere, di ogni onesto cittadino.
Si può segnalare un problema ad un agente di passaggio, oppure fare una denuncia alle forze dell’ordine.
Alcuni utilizzano i media come mezzo per mostrare un disagio, in un mondo globalizzato dove si teme che la propria voce non venga presa abbastanza in considerazione. Altri utilizzano metodi ‘sempre verdi’ ma efficaci, come la lettera aperta che l’on. Sebastiano Montali (ex presidente della Regione Lazio, nonché ex sindaco di Ciampino) ha inviato al presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone.
Sempre attento al tema di Mafia Capitale, Montali ha assistito ad una manifestazione di persone che protestavano per reclamare il loro diritto a riscuotere uno stipendio che non percepivano più da tre mesi: “La cooperativa – scrive nella lettera - che non sta pagando è una di quelle targate MAFIA CAPITALE; che, a propria discolpa, sostiene la sua impossibilità al pagamento, visto che chi gli aveva assegnato l’ appalto, la ASL del comprensorio, non aveva pagato le somme pattuite nel contratto”.
Basandosi su questi fatti, l’ex sindaco si stupisce di un commissariamento limitato al comune di Roma e non esteso alla Regione Lazio: “ (…) gli ‘scandali’ della Regione sono stati sempre, e sono, almeno il doppio se non il triplo degli scandali ‘scoperti’ al Comune di Roma; eppure gli arrestati, gli inquisiti, gli ‘spariti’, non sono stati sufficienti per convincere tutti quanti che mafia capitale deve riferirsi all’intera Regione Lazio come dire … Roma e dintorni”. Montali inoltre scrive “Io non credo, dottor Cantone, che lei pensi che Mafia Capitale sia solo Buzzi e Carminati. Lei sa bene che questi personaggi nulla avrebbero potuto fare senza la partecipazione delle istituzioni, ma le istituzioni oggi si sono costituite parte civile, in un procedimento nel quale forse avrebbero dovuto avere un altro ruolo, quello di responsabili diretti”.
Una proposta, quella di costituirsi parte civile, che forse – scrive il mittente – dovrebbe interessare tutti i cittadini, specie i candidati sindaci; ma purtroppo c’è il rischio che il silenzio sia sinonimo di complicità. L’on. Montali propone anche una soluzione: “La Regione Lazio dovrebbe subito commissariare la cooperativa dei Casamonica e ridare alle circa 70 persone senza stipendio, quanto è loro dovuto”. Proposte interessanti a cui si unisce il Movimento UILS, che già aveva richiesto di costituirsi parte civile nel processo Mafia Capitale.
Queste sono solo una parte delle questioni proposte dall’onorevole nella lettera: legittime domande che attendono risposte concrete.
Roma, 25 marzo 2016
UILS Unione Imprenditori e lavoratori Socialisti
Tel: 06 69923330 - comunicazione@uils.it
Facebook: MovimentoUILS Twitter: @MovimentoUILS

LE RADICI DEL TERRORISMO

Gli atti terroristici contro l'Occidente hanno trovato radici urbane nel cuore dell'Europa, colpevolmente miope nel non averle estirpate nell'immediato prima che diventassero profonde, con interventi chirurgicamente mirati e con collaborazione stretta tra le varie intelligence dei Paesi.
Si stenta a credere come i servizi segreti antiterrorismo del Belgio abbiano sottovalutato, quasi ignorato, la vasta comunità Jihadista di Molenbeek, quartiere a pochi chilometri dai grandi palazzi delle istituzioni, rivelatosi nei fatti come il covo organizzativo del terrorismo europeo e forse non solo.
C'è un filo conduttore che si è diramato subdolo dall'Afghistan in lotta contro l'Unione Sovietica, da Bin Laden ai Telebani: il Califfato nasce dalle forze più oscure dell'Islam, è terribile vedere questi giovani combattenti indottrinati da una fede violenta, farsi esplodere senza alcuno rispetto della sacralità della vita, la loro e la nostra.
Non è il tempo della rassegnazione, non è tempo dei finti proclami di solidarietà dei demagoghi di mestiere.
Portiamo grande rispetto per il lungo minuto di silenzio, a Bruxelles come a Parigi, della gente comune ad abbracciarsi nelle strade, pronta a riprendere il loro quotidiano se pure più difficile e con la paura nel cuore.

* * *
Obama ha convocato il vertice sulla sicurezza nucleare che si terrà a Washington a fine marzo dove avrà occasione di incontrare e rapportarsi sul problema del terrorismo con molti dei leader mondiali
Sottaciuto irresponsabilmente in Europa, esiste l'eventualità di un attacco terroristico nucleare: l'attuazione è remota o cosi si spera, ma l'imprevedibilità è sempre dietro l'angolo, con poco o nulla garanzie di sicurezza per i cittadini: come negli Stari Uniti, necessita che anche L'Europa ne prenda coscienza ed attui tutte le misure necessarie per cercare di prevenire, ormai nessuna Nazione, città, possono considerarsi al sicuro ma neppure si può vivere in perenne paura sperando sempre 'che tocchi a qualcuno altro e non a noi'..(g.g.)

la lettera di Gianni Gigliotti

L'aveva anticipato Papa Francesco con 'siamo all'inizio della terza guerra mondiale'
Pochi giorni fa Robert Kennedy jr ha commentato 'sono conseguenze che vengono da lontano, sessant'anni di operazioni coperte da parte della Cia; in Siria, nel 2009 per rovesciare Assad, colpevole di essersi alleato con la Russia nella gestione del gas, si è occultamente finanziato gruppi di oppositori jihadisti.
Nel 2011, senza neppure una dichiarazione ufficiale di inizio conflitto, Francia e Inghilterra, per motivi di predominio economico, pozzi petroliferi, bombardano la Libia creando i presupposti dell'attuale caos politico militare con problematiche urticanti per l'Europa.
'L'arrivo dei profughi è la conseguenza del terrorismo, non la sua causa' (Prof. Arturo Varvelli dell'Ist.Studi delle Politiche Internazionali).
Continuiamo noi Europei a ripetere il mantra di 'uniti si vince' il che potrebbe anche essere vero se non fosse che mai lo siamo stati veramente, o volutamente, come la storia di ieri e di oggi conferma.(g.g.)

Claudio Bellavita
L'EUROPA E' IN GUERRA?

Parigi, poi Bruxelles, poi, molto probabilmente, Londra, Roma, Francoforte, Milano, Berlino, Madrid, tutti i luoghi simbolo dell’Europa sono a rischio di un attacco generalizzato che assomiglia più ai bombardamenti indiscriminati della seconda guerra mondiale che al terrorismo che abbiamo conosciuto, che aveva delle rivendicazioni, sia pure deliranti, e individuava degli obiettivi simbolici e circoscritti. Il terrorismo delle BR, della RAF, anche quello dei fascisti era gestito da gruppi di fanatici molto limitati come numero di militanti attivi e di sostenitori di retrovia: un insieme che è stato abbastanza facile infiltrare, anche se ancora adesso non sappiamo come sostenevano le ingenti spese: mantenere in clandestinità oltre 1000 persone in Europa non è uno scherzo.
Ma la rivolta dei giovani arabi è molto diversa, è un fenomeno di massa che parte dalla condizione di pesante discriminazione della maggior parte di loro, nei loro paesi e ancora di più in Europa. In Europa gli arabi di seconda e terza generazione constatano quotidianamente di essere discriminati solo in base al loro nome e cognome, nel lavoro e nella rappresentanza politica. Oltre il 10% della popolazione francese è di origine araba, in particolare algerina: forse che lo è il 10% dei parlamentari e degli insegnanti? Stesso discorso per la Germania , dove per loro fortuna prevale l’immigrazione turca e curda, non coinvolta nei miti dell’arabismo. Percentuali maggiori ci sono in Gran Bretagna, dove prevalgono i pakistani e in Olanda gli indonesiani: la discriminazione è la stessa, ma manca il risentimento per l’insediamento di Israele e l’odio verso i ceti dirigenti dei loro paesi, che esiste in Egitto e nei paesi arabi. dove si assiste quotidianamente allo sperpero delle risorse nazionali per mantenere uno stato corrotto e un esercito imbelle, che si fa battere vergognosamente in tutte le occasioni e non riesce neanche a mantenere l’ordine pubblico senza torture e massacri.

A differenza del terrorismo, cui ci richiamiamo nella speranza di di riuscire a batterlo una seconda volta, qui sappiamo benissimo, ma non osiamo dirlo, chi paga e chi coordina: il movimento wahabita, sunniti settari legati alla interpretazione letterale del Corano, di cui la monarchia saudita è il principale braccio politico e l’Isis, che si è proclamato stato, quello rivoluzionario. I wahabiti stanno conquistando lo Yemen e attraverso il collaterale movimento salafita controllano la maggioranza dei “fratelli mussulmani” che quando li lasciano votare , prendono la maggioranza in Egitto e il GIS in Algeria (dove c’è stata una sottaciuta guerra civile di 10 anni ferocemente combattuta dall’oligarchia militare dopo che il GIS aveva preso il 90% dei voti nelle uniche elezioni libere di quel paese). I salafiti costituiscono anche una cospicua e combattiva minoranza in Tunisia e Libia, mentre per ora non se ne sente parlare in Marocco. Noi continuiamo a parlare di “scafisti” in termini di polizia, e non ci rendiamo conto che, come è successo ai tempi di Maometto, stiamo perdendo il controllo della metà delle coste del Mediterraneo. E non osiamo parlar male del decadente regime politico algerino, che da 5 anni non riesce neanche a sostituire un presidente moribondo, ma continua a fornirci il gas in concorrenza con la Russia, e tanto meno dell’Arabia che ci fornisce il petrolio al costo più basso.

PS: scrivo da Torino, dove non vedo traccia di candidati rumeni e marocchini (insieme, oltre il 10% della popolazione) nelle liste del PD e dei principali partiti. Mentre la città è piena di “faccioni” che proclamano “nei servizi prima vengono gli italiani”: è il faccione dell’Europa che si autocondanna, per imbecillità e impotenza politica....

"CIULATI COME OCHE"

Siamo così sordidamente lobotomizzati che noi cittadini italiani non riusciamo più a percepire nulla di quanto sta precipitosamente accadendo: privati dagli anticorpi della democrazia, della possibilità di partecipazione e critica alle cose dell'Italia, emarginati e senza opposizione politica, sordi per opportunismo anche chi sordo non è, siamo inesorabilmente e tristemente destinati a soccombere o per dirla a modo nostro 'siamo stati ciulati come oche'.
Distratti, assenti, non tutti ma molti, gli intellettuali di trincea, asserviti per muto conformismo e grezzo opportunismo, pare di essere ai tempi della Gestapo quando le tragedie dovevano sempre e comunque essere soffocate nel silenzio.
Come diceva il grande De Filippo 'la mancanza di reazione, l'incapacità d'indignarsi e la rassegnazione, alla fine portano alla perdita di dignità'.
I nuovi conquistadores hanno avuto la meglio, tutto hanno stravolto e occupato, le legioni di Renzi, Berlusconi, Alfano, Verdini e della Boschi Giovannina d'Arco, hanno invaso ogni landa di questa terra della nostra Italia, sdradicandone l'identità storica, dalla Costituzione ai principi fondamentali di libertà e giustizia a suo tempo elaborati con grande saggezza dai nostri Padri costituenti.
Sarà prossimo il trasloco della capitale da Roma a Firenze, facciamocene una ragione.(g.g.)


ultimissima
compagni, tutto da rifare!
Nella lista camaleonte socialista (ex?), si è fiondata anche l'Italia dei Valori.
E' difficile tenere il conto delle componenti rifugio peccatorum.
Si era partiti con 'Alternativa Socialista', 'Cittadini per Savona', 'Azione Socialista', ora è assodato, la lista si chiamerà 'SAVONA DEI VALORI'.
Siamo a Pasqua e dentro l'uovo le sorprese non mancano.

FATTORIA SOCIALISTA

Nella vecchia fattoria
ia - ia - o
c'è un fiore petaloso
che di petali ne ha iosa
ia - ia - o
c'è il vecchio
e il nuovo PSI
ia - ia - o
c'è Futuro è Socialismo
ia - ia - o
c'è di Passera
Savona Civica
ia - ia - o
di Bertone
i pensionati
ia - ia - o
c'è altra Savona
ia - ia - o
c'è l'unione italiana
ia - ia - o
nella vecchia fattoria
ia - ia - o
c'è di tutto c'è di più
la gallina ha fatto l'uovo
ia - ia - o
se ti vuoi candidare
manchi solo tu

    elezioni Comunali, Savona 2016
    INDOVINELLO n° 39


'Qualcuno piangerà
alle prossime elezioni
Comunali di Savona
sbagliando calcoli
e stupide illusioni
che ben sanno
i cittadini chi votare
con attenzione
e senza mai sbagliare'

MANCA UNA COSCIENZA CIVICA DI DIFESA DELLA VITA

Più drammatica della malattia del cancro eppure se ne parla poco o si cerca di nascondere.
L'inquinamento dell'acqua, dell'aria, dei terreni, è causa della morte di una persona su quattro ogni anno.
Per l'incuria, lo sfruttamento, l'arricchimento e quant'altro di peggio possa esserci: nel solo 2012, dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, nella sola Europa, l'esposizione ai rischi ambientali è stata causa accertata di 1,4 milioni di decessi.
Manca una coscienza civica di difesa della vita, di partecipazione umanitaria, il 90% di tale inquinamento potrebbe essere facilmente evitato.

ABBIAMO PAURA

un uomo (tifoso dello Sparta Praga), a Roma a Ponte Sant'Angelo, che urina vigliaccamente sul capo di una vecchia e malandata mendicante:e nessuno, dei molti presenti, ad intervenire.
Sintomo di come sta precipitando l'umanità in uno inarrestabile vortice di violenza e degrado morale, dove anche la pietà si è persa..

ATTENDENDO IL PARTITO UNICO DELLA NAZIONE

In Italia tende ad instaurarsi una oligarchia subdola messa in atto dai burocrati, casta e greppia, in ossequio al Governo, ad opera della maggior parte delle fonti di comunicazione, giornali e televisione in primis: si frammentano così le forze sociali restringendo gli spazi democratici escludendo la partecipazione diretta dei cittadini alla cosa pubblica. Non esiste più alcuno punto fermo di riferimento, di rispetto per i diritti acquisiti, attenzione alle esigenze primarie di una società inquieta, solo cieca acquiescenza senza alcuno alito di opposizione, neppure di principio. C'è 'un venticello di dittatura', ogni cosa viene imposta tout court, senza trasparenza, men che meno di dialogo con i cittadini: che questi 'lor signori' mica governano per noi, governano per loro alla faccia della tanta conclamata 'sovranità popolare'. E infatti nulla contano i milioni di italiani che hanno detto no alla privatizzazione del'acqua, al finanziamento pubblico dei partiti (tutt'ora in corso), alla rottamazione della Costituzione (in atto), alla eliminazione delle Province (mai avvenuto nel concreto), a un Senato declassato delle sue prerogative e ostello di immunità, sottaciuto per gioco delle parti il referendum del 17 aprile riferito ai rischi ambientali delle trivellazioni petrolifere. Attendendo, a compimento, il 'Partito unico della Nazione'.(g.g.)

elezioni Comunali di Savona
LISTE CIVETTA, GUFO E POLLAIO

Le notizie che trapelano non sono per nulla rassicuranti; a parte i tre partiti prioritari PD, PdL, 5stelle risultano essere in 'enorme difficoltà' le liste civetta, gufo o pollaio come dire si voglia nel riuscire a completarle numericamente con i candidati.
Diversamente dai tempi quanto c'era esuberanza di nominativi, con difficile scelta e molti malumori degli esclusi, oggi sono pochi coloro che intendono avventurarsi, metterci la faccia e qualche quattrino.
Basta fare due passi in centro e ti senti chiamare con '***caro, stavo per telefonarti per chiedere di candidarti, sei una persona nota a Savona e con i nostri voti verrai sicuramente eletto, minimo vice sindaco o assessore e...blabla''.
Siamo a ridosso delle elezioni e ancora queste 'listarelle' guazzano nel buio più completo, c'è un deficit di comunicazione, simboli e programmi sono latitanti, si va alla ventura, 'tanto per' sperando in caso di ballottaggio di un briciolo di ribalta.
A noi cittadini, non resta che sedersi, durante lo spoglio delle schede, davanti il televisore con il pop-corn a portata di mano ed assistere allo spettacolo desolante di una politica senza politica, senza idee, senza prospettive future: a questo punto vinca chi vuole, il peggiore partito, il peggiore candidato che tanto nulla cambia.(g.g.)

ADDETTO STAMPA LISTA SOCIALISTA

Questa è la storia
di un addetto stampa
che si glorifica
di grande importanza

con un po' di brodo
e una gallina stanca
ecco la lista
del clan socialista

'venghino venghino'
lor commensali
ad assaggiare
l'intruglio fatale

ammoscia l'uccello
e le coronarie
ogni sorsata
una corsa al...pitale.

Claudio Bellavita
IL CORAGGIO DELLA MERKEL

...che va controcorrente ai populisti e al suo stesso partito per due ottime ragioni:
-una economica: gli immigrati sono un regalo che portano ricchezza, arrivano già allevati e educati a spese di altri pronti a lavorare ovunque e comunque. E’ così che gli USA sono diventati la prima potenza del mondo
- una morale: la Germania deve ancora finir di pagare il suo conto per il razzismo: è bene che lo faccia aprendo le porte a popolazioni semite.

LA VOLPE, L'UVA E L'UCCELLETTO MALANDRINO

L'11 c.m., è apparso sul tridimensionale blog 'Uomini Liberi', diretto dall'ottimo & abbondante Antonio Signorile (come il mitico rancio militare) un articolo dal titolo 'la volpe e l'uva' riferito al nostro direttore del blog di Azione Riformista Gianni Gigliotti, a firma del 'solito gruppo di cittadini savonesi (?)'.
A una prima lettura sembrerebbe la classica 'presa per il culo', non comprendendo del perchè, per quali reconditi motivi, di tanta e sprecata attenzione.
Oppure c'è un fine diverso, sotto inteso, che comunque non riusciamo a percepire.
Ci siamo in ogni caso divertiti, ringraziando, già Savona è cosi inadeguata, con molti anacronistici politici cittadini che si crogiolano inopportuni nella loro ignoranza, finti trovatelli, ebeti, riuscendo per loro disgrazia a morire 'felicemente da ricchi.
Come sempre intuitivo, il nostro Direttore, aveva anticipato la risposta, con l'articolo 'Scendo prima'.

La volpe e l'uva

Rileggendo il Vostro archivio, siamo rimasti colpiti dall'articolo del 23 novembre 2015, “Il Pd trema, i socialisti si presentano uniti alle elezioni”.... LEGGI ... il nostro stupore sta nel fatto che avete indicato un'ottima soluzione (poi lasciata cadere), per le prossime amministrative di Savona, proponendo un Savonese: un nonno sempreverde, politologo, giornalista famoso, raccoglitore di monete, francobolli e simboli socialisti, tuttologo, renziano etc...nonchè socialista di destra e di sinistra, come evidenziato nei numerosi scritti di Uomini Liberi.
Per i Savonesi queste amministrative potrebbero essere l'ultima l'occasione per fare un grande salto di qualità, infatti se scendesse in campo, come candidato Sindaco, Gianni Gigliotti, deus ex macchina di Azione Riformista, blog galattico, Savona avrebbe la concreta possibilità di risorgere e diventare veramente una metropoli di livello mondiale come Londra, New York, Parigi etc.
Tutti noi Savonesi preghiamo affinché ciò si avveri, anche se, un Sindaco impegnato sui problemi della città, purtroppo avrebbe meno tempo a disposizione per scrivere i suoi interessanti trattati.
Un gruppo di Savonesi

Franco Astengo
LE RAGIONI DEI COMUNISTI (E DEI SOCIALISTI)

In un peraltro bellissimo dal punto di vista della fattura giornalistica, articolo Eugenio Scalfari illustra oggi quarant’anni di concorrenza tra “Repubblica” e il “Corriere della Sera” nobilitandone i termini in chiave ideologica.
Assegna, infatti, al gran giornale della borghesia lombarda la parte “liberal – conservatrice” nella scia – che giudica pressoché ininterrotta – di Luigi Albertini e al proprio quotidiano (in continuità con l’Espresso, e di conseguenza con il “Mondo” di Pannunzio e al filone dell’azionismo) la parte “liberal – democratica”.
Fin qui tutto abbastanza prevedibile.
Risalta però un punto ed è quello riguardante il ruolo di “giornale – partito” che il fondatore di Repubblica assegna al concorrente, rifiutandolo per sé e giudicando invece come parti importanti del sistema politico italiano, nella DC e nel PCI, si siano alla fine accostati alla sua impostazione politico – culturale mutando, alla fine, la natura dei propri partiti (Scalfari ricorre a citazioni illustri, da Berlinguer a Moro): insomma il PD sarebbe nato sulla base delle sollecitazioni avanzate da “Repubblica” che avrebbe assolto, in sostanza, un compito di tipo maieutico.
Scompaiono in questo quadro le ragioni “storiche” della presenza dei comunisti italiani e anche dei socialisti, che pure – ai tempi del primo Espresso formato lenzuolo – furono appoggiati nell’operazione di centrosinistra, al punto che lo stesso Scalfari fu eletto alla Camera sotto l’insegna della sfortunata “bicicletta” del 1968.
Eppure le ragioni dei comunisti e dei socialisti ci stanno tutte andando a verificare i punti che nell’articolo sono elencati come distintivi dell’allineamento liberal – democratico.
Ne risalta uno in particolare: dopo aver citato i beni comuni e la giustizia sociale Scalfari scrive di “eguaglianza dei punti di partenza, cioè di dare a tutti i cittadini e soprattutto ai giovani le stesse possibilità di misurarsi con la vita”.
Ecco questo è il punto: al di là degli assunti teorici portati avanti nella storia e al di là delle fortune e dei disastri nelle diverse fasi di intervento della politica anche sul piano del potere statuale , si può ben dire che non esiste l’eguaglianza dei punti di partenza se non attraverso l’abbattimento preventivo delle barriere costituite dallo sfruttamento e dalla sopraffazione, materiale e morale.
Senza di ciò la disuguaglianza non sarà mai annullata e sarà necessario lottare per abbatterla.
Non esiste, nella difformità dei punti di partenza causati dal censo, alcuna possibilità di “merito”,almeno sul piano complessivo, salvo casi isolati che non possono rimuovere il macigno dello sfruttamento del lavoro dell’uomo, dell’uomo sulla donna, della razza sulla razza.
E’ questa la grande ragione della necessità inderogabile del permanere, nella modernità, dell’idea dell’uguaglianza sociale e politica per far sì che le leve fondamentali dell’economia e dell’insieme delle relazioni sociali siano collettivamente condivise all’interno della classe degli sfruttati, oggi molto più ampia di quella dei soli lavoratori manuali comprendendo diversità e differenze molteplici e complesse non più riassumibili nei termini classici della “teoria delle fratture” e del rapporto tra struttura e sovrastruttura, come inteso marxianamente.
Poi si può discutere sulla gradualità sulla transizione, sul fatto che ogni 14 Luglio abbia poi il suo 18 Brumaio ma deve rimanere sulla scena della storia il fondamento dell’Utopia, dell’ “assalto al cielo” di quel marzo 1871.
La ricostruzione eseguita da Scalfari è frutto del lavoro di un direttore di giornale di un paese di seconda fila come l’Italia: eppure va inteso come discorso globale, a tutti i livelli, storicamente impegnativo.
Non ci si può ridurre ai due campi: liberal – conservatore e liberal – democratico anche perché essi sono ormai confusi in una stringente logica del dominio che attanaglia le grandi masse di popolo accentuando i pericoli di guerra.
Il campo dell’utopia radicale dell’uguaglianza da tradurre in visione di sistema e di progetto politico deve restare aperto: è questo il tema che comunisti e socialisti debbono saper affrontare al principio del nuovo secolo.

'SCENDO PRIMA'

'Scendo prima' che già si evidenzia qualche mancanza di liquidità celebrale, la fanno da padroni i radicali (quelli liberi), incombe l'obesità.
Ho un poco di vergogna a ritrovarmi con un bastone a sorreggermi, o una giovane badante a turlipinarmi, un copricapo strano in testa, inefficienti le pillole blu, solo quelle salva vita per ogni evenienza
Parenti e amici a raccontarmi la solita favola che sono 'ancora una roccia', che lavorare mi mantiene giovane.
Non sono compreso nella mia sensibilità, dell'abbandono dell'amore, della necessità di affetto sincero.
Non so se riesco a rendere chiara l'idea, le ferite stentano a rimarginarsi, non riesco più a trovare una ragione al senso della vita.(g.g.)

in attesa di notizie certe, simbolo e programma
'CITTADINI DI SAVONA' LA NUOVA LISTA FANTASMINA

Giovedì 3 marzo, quasi notte, su un paio di blog locali, per altro molto seguiti, appare il comunicato che la lista 'Cittadini di Savona' è stata finalmente concepita, padre certo l'ing. Giancarlo Frumento, candidato Sindaco, madre sconosciuta tradizionale, o forse di mestiere con utero in affitto (a motivo della crisi, i costi sono scesi).
L'indomani mattina, 4 marzo, rivisionando gli stessi blog, tutto cassato, nessuna spiegazione in merito, magari riappariranno questa notte come i fantasmini, si sa che certe cose sono eteree, evanescenti, spariscono, ritornano, di nuovo spariscono.
Già ci eravamo premurati di annunciare ai nostri lettori la lieta novella con cori di Angeli ed esultanza di cuori: ora ci assale qualche dubbio, anche preoccupazione, sarà successo qualcosa? un incidente automobilistico o magari solo una sosta al distributore di benzina?.
Abbiamo cercato di avere notizie ma abbiamo trovato bocche cucite e porte chiuse oltre a qualche modaiolo 'vaff'.
E allora riproviamo a riordinare i recenti fatti:
la lista 'Cittadini di Savona' è stata dichiarata come una costola di 'Cittadini d'Italia', ma anche in questo caso, in pochi giorni, si è perso ogni riferimento, una ricerca da noi effettuata su internet si è rilevata infruttuosa, approfondendo ulteriormente si è scoperto che era tutto un 'bluf'..
Si è (si era?) accennato a 30mila euro disponibili nell'immediato per la campagna elettorale, senza per altro specificarne la provenienza o il benefattore, d'altronde in politica è vero il detto che 'la mano destra non deve sapere quel che fa la sinistra'.
E parlando di 'sinistra' a volte ci assale il dubbio che tutto ciò sia una 'manfrina', con direzione occultadel PD, insomma il solito gioco delle tre carte.
Detto questo, speriamo di non dovere domani, o fra cinque minuti, ritornare sui nostri passi, nuovamente puntualizzare, come diceva Bartali 'tutto da rifare'.
Certo che è difficile tenere insieme questa lista groviglio, con i Pensionati, Altra Savona, vecchio e nuovo PSI, Futuro è Socialismo, qualche personaggio in cerca d'autore, forse qualche alieno: ma il tentativo è nobile, per alcuni aspetti entusiasmante,certo che necessita di attrezzatura idonea con efficienti maschere a gas, forte coraggio e determinazione per portarlo a termine con un risultato apprezzabile.
Dopo mesi di valutazioni, incontri e scontri, non si parla più di 'Alternativa Socialista' come lista autonoma, artefice ed entusiasta promotore Alberto Marabotto, costretto a suo dispetto e malgrado ad abdicare alla candidatura a Sindaco, a motivo dell'ingombrante Frumento (in senso di super esperto, non gliene sfugge una: di candidatura) sponsorizzato dagli aiutanti di campo Pesce, Anselmi e company.
Speriamo presto in 'buone nuove', noi come socialisti doc, di buona tempra, una mano cercheremo di darla, per intanto in 'bocca al lupo'.(g.g.)

Claudio Bellavita
I NOSTRI GIORNALISTI IMPEGNATI A CANTARE E A DANZARE INTORNO ALLE LORO TOMBE

1-Per fare un buon giornale ci vogliono parecchi giornalisti di qualità, e per pagarli occorrono tanti lettori, che non ci sono più, perchè le notizie le sentono in TV e le trovano su internet, e i commenti se li fanno da soli, anche per evitare i faziosi e gli analfabeti, che sono la maggioranza di quelli che scrivono o, peggio, si parlano addosso in TV. E, a meno di un miracoloso cambio di tendenza, tra un po’ bisognerà fondersi ancora. Stamane, alle 11 e 30, alla mia edicola in via Po sono stato il primo a comprare il Corriere col supplemento per i suoi 140 anni...
2-Insomma, la fusione vuol dire che prima o poi quasi la metà di quei giornalisti passeranno a carico dell’INPGI, che invece riceverà sempre meno contributi, e, a quanto si dice, dovrà riparare ai disastri fatti dall’attuale gestione. Facendo finire anche i giornalisti coi loro buchi di bilancio a carico dei sempre meno lavoratori che versano i loro contributi all’INPS, che per loro è matrigna, mentre per le categorie privilegiate che hanno anche male amministrato o rubato, come i giornalisti, è mamma affettuosa .
3- C’è anche poco da esultare sulla sostanziale uscita della FIAT dalla stampa quotidiana: la sua quota dopo la fusione sarà del 5%, pressapoco quanto è la sua produzione in Italia rispetto a quella totale. Forse, lo vedremo, basterà solo a orientare la cronaca cittadina di Torino perchè continui a elogiare gli amministratori che continuano a privilegiare il futuro delle aree e degli edifici abbandonati da FIAT, e gli altri cicca lì.

la Zattera

 Sir John
















questa mia solitudine

Chissà come finirà questa mia storia
sono entrato nella stagione oltre l’autunno
dei versi tristi e dei passi senza eco

ho vergogna di questa mia solitudine
vorrei tornare all’isola da dove sono fuggito
con il ricordo della mia donna nel cuore

ho piantato cento alberi di ulivo nella tarda età
per nascondermi alla morte anche se non ne ho paura
non la sopporto a spiarmi, è un fatto d’amor proprio

“ieri troppo presto, domani troppo tardi, il momento è oggi”
così ho appreso dai libri di Lenin e così ho vissuto
affidandomi ai maghi, alle fattucchiere e ai fondi di caffè

le mie poesie sono lette in tutti i bordelli del mondo
sconosciute in Patria se non da qualche attore di teatro
ho sempre sfuggito premi e medagliette di latta

su questo scoglio di terra di Liguria il faro non ha luce
solitaria e alla ventura naviga la zattera del mio destino
tra le ande tempestose bisbigliano i demoni in attesa.

passo indietro o passo double?
Tiziana Saccone rinuncia alla candidatura a Sindaco

BUTTATO AL VENTO UN PROGETTO MODERNO E ALTERNATIVO DI FARE POLITICA, SI RITORNA AL JURASSIC PARK

(di Tiziana Saccone). Premetto che la decisione di cimentarmi nella competizione per la poltrona a sindaco era maturata in seguito a un progetto per SAVONA e per i savonesi che avevo preparato con alcuni collaboratori che condividevano questa idea di rilancio della città pertanto, il mio interesse era esclusivamente quello di realizzare il progetto e non certo per per avere una poltrona.
Il progetto é cresciuto, con l'apporto di amici, cittadini, professionisti che ognuno, in base alle proprie specifiche competenze ha dato il proprio contributo, quartiere per quartiere, settore per settore; il risultato è stato un programma articolato, ma completo e realistico, un programma che mi piace davvero tanto e che sono orgogliosa di essere riuscita ad evidenziare grazie, anche all'aiuto di tutti coloro che mi hanno affiancato.
Questo è il modo di fare politica che intendo, con la partecipazione di molti, puntando su contenuti concreti e realizzabili.
È stata un'esperienza importante, che mi ha arricchito e che mi ha messo in contatto con persone veramente splendide, che si sono lasciate coinvolgere solo perché convinte dal progetto, dalla speranza di riuscire a cambiare Savona e renderla migliore, senza nessun altro fine.
E soprattutto per loro che mi spiace fare questo passo indietro.
Manifesto tutto il mio disagio in questo quadro politico che invece, agisce in un modo completamente opposto al mio e che non mi appartiene.
Ma pare che i contenuti non interessino a nessuno o meglio, tutti ne parlano, dicono che sono importanti, ma poi alla luce dei fatti se non vanno nella direzione di soddisfare i poteri forti vengono ignorati. Delle reali esigenze della città, dei sui cittadini, non si tiene conto.
Prendo atto, che vi sono in campo almeno dieci liste nel centro sinistra e che tutte sono più o meno a supporto o in affiancamento al Partito Democratico ed io non voglio confondermi con questa realtà così lontana dal mio agire politico, perciò lascio.
Ma non voglio mollare e tornerò molto presto con determinazione e con un nuovo progetto politico (forse anche da imprenditore) proponendo iniziative per la città e il suo bisogno urgente di strategie per un vero sviluppo economico.
Un grazie speciale a tutti coloro che hanno contribuito al progetto.

elezioni Comunali
ANIMA SAVONA

Era l'ora! costretti a definirla, scherzosamente, tanto per identificarla, 'la luna nel Pozzo', oggi la lista si è palesata, si chiamerà ANIMA SAVONA, in appoggio al Centro Sinistra e nello specifico al PD.
ANIMA, intendendo, forse, darsi da fare per 'animare Savona', attualmente un deserto di sottocultura politica e non solo.
Oppure ANIMA, come anima politica della città, da ripulire, in quanto sporca, nera, zeppa di scorie.
A tutt'oggi non è pervenuta immagine del simbolo, mentre apprendiamo che Pozzo farà parte come coordinatore di uno del comitati in vista delle 'primarie allargate' del PD.
Non conosciamo neppure il nome del candidato Sindaco, probabilmente lo stesso Pozzo, o l'avv. Pesce, o Demontis o altri.
I tempi cambiano gli opportunismi prolificano, ricordiamo la vicenda di Marco Pozzo, figura storica del socialismo savonese, membro del Coniglio Direttivo nazionale del PSI, dimissionario da Presidente del Consiglio comunale per una bischerata, allora senza alcuna comprensione, aiuto, sostegno anche solo morale, da parte del PD e tanto meno dai suoi stessi compagni socialisti: coerentemente, oltre che incazzato, Pozzo è uscito dal PSI, non ha più rinnovato la tessera, maturando 'la grande vendetta', il clamoroso rientro nella politica cittadina.
Da quel che trapela, in ANIMA SAVONA, al momento una lista ma con l'intento di trasformarsi presto in un Movimento importante subito dopo le elezioni, hanno confluito candidati prestigiosi della società civile, molte sono le donne.
Ora attendiamo 'il programma', augurandoci che non sia il solito 'copia & incolla', ma un programma di rottura, intelligente e moderno, non pilotato dal PD, incatenato all'attualità dei tempi, nell'immediato efficiente e quel che conta, onesto e responsabile, senza alcuna volpe sotto l'ascella.(g.g.)

Claudio Bellavita
EUROZONA, PROBLEMATICHE RECENTI, FUTURE
di Sergio Fabrini

È bene che i rapporti tra Renzi e Juncker si siano normalizzati. Finalmente il confronto tra il governo italiano e la Commissione europea ha riacquisito un carattere rispettoso e costruttivo, riducendo il tasso di personalizzazione che lo stava paralizzando. Tuttavia, consiglierei di non confondere la diplomazia con la politica. Il contrasto tra l'Italia e l'Eurozona è destinato infatti a persistere per ragioni strutturali. Naturalmente, molto può essere fatto nelle condizioni esistenti per ridimensionare quel contrasto. Soluzioni di continuità possono essere promosse per rendere l'Eurozona e l'Ue più reattive rispetto alle grandi sfide della crisi finanziaria e migratoria. E va meritoriamente in questa direzione il documento proposto pochi giorni fa dal governo italiano alle istituzioni europee. Queste ultime dispongono di già degli strumenti normativi e finanziari per rendere possibile o per sostenere politiche di rilancio economico anche nei paesi periferici, attraverso un'interpretazione più flessibile dei vincoli del Patto di stabilità e crescita. Flessibilità prevista nei testi in caso di condizioni avverse ovvero quando un governo nazionale introduce riforme strutturali che hanno costi nell'immediato ma generano benefici nel futuro. Come è il nostro caso. Allo stesso tempo, l'Italia deve fare di più per ridurre il suo debito pubblico e rendere più competitiva la sua economia. In proposito, il modello economico dell'Eurozona, basato su un mix di riforme strutturali e di politiche di riduzione/consolidamento fiscale, ha prodotto risultati importanti, come in Spagna e Irlanda. In Spagna, dopo il collasso finanziario del periodo 2011¬-2013, quel mix ha portato il paese ad un tasso di crescita, nel 2015, di quasi il 3,5 per cento. In Irlanda, dopo il tracollo finanziario del periodo 2012-¬2013, quello stesso mix ha favorito una crescita economica, nel terzo quadrimestre del 2015, addirittura del7 per cento. Si capisce perché si additino questi due casi come la prova che il consolidamento fiscale costituisca la condizione per lo sviluppo. L'Italia può sicuramente imparare da quelle esperienze, ma non può seguire la loro strada.
Perché? A ben guardare, il modello economico dell'Eurozona appare molto meno di successo di quanto si ritenga a Bruxelles. La crescita economica media dell'Eurozona continua a essere molto debole (le previsioni più ottimiste per il 2016 prevedono un tasso medio dell'1,5%, la metà rispetto a quello previsto per gli Stati Uniti). Tale debolezza non riguarda solamente i paesi periferici, ma anche i paesi centrali dell'area, come la Germania. La disoccupazione non diminuisce in modo significativo. Ma soprattutto quel modello ha destabilizzato politicamente gli stati che lo hanno adottato. A due mesi dalle elezioni, la Spagna è ancora senza un governo. In Irlanda, le elezioni di venerdì scorso stanno rendendo difficile la formazione di una maggio¬ranza coerente. In entrambi i paesi è probabile che ci saranno nuove elezioni a breve. Un esito inevitabile quando le politiche di consolidamento fiscale trascurano i vincoli del consenso elettorale. Non solo. In tutti i paesi dell'Eurozona c'è una crescita impetuosa dei partiti antiausterità, mentre negli altri crescono partiti anti¬europei e nazionalisti. La crisi migratoria, combinatasi con quella finanziaria, ha esteso ulteriormente l'incendio. Sembra difficile pensare che tali sfide e trasformazioni possano essere affrontate solamente con soluzioni di continuità.
Se l'Italia vuole crescere in modo stabile, all'interno dei vincoli della riduzione del debito pubblico e del mantenimento del consenso politico, allora non può limitarsi all'utilizzo prolungato delle clausole di flessibilità. È difficile promuovere politiche espansive a livello nazionale se non si cambia contestualmente la loro governance europea. Contrariamente a quello che scrivono i presidenti delle banche centrali di Germania e Francia, l'alternativa non è tra un modello intergovernativo ancora più cen¬tralistico e un modello nazionale ancora più decentralizzato. Il governo dell'Eurozona non può essere un ministro del Tesoro, scelto dai governi nazionali e verso di essi responsabile, privo di un proprio bilancio ma con il potere normativo di approvare o meno i bilanci degli Stati membri. Quest'idea centralistica, se realizzata, condurrà alla fine delle democrazie nazionali e alla trasformazione dell'Eurozona in una tecnocrazia dispotica. Né l'alternativa può essere il ritorno alle sovranità nazionali disciplinate dall'azione impietosa dei mercati. In poco tempo, l'euro come moneta comune cesserebbe di esistere. Al contrario di queste due alternative, l'Eurozona avrebbe bisogno di combinare un mix di politiche differenziate all'interno di un comune modello istituzionale. L'Eurozona ha sì bisogno di un potere esecutivo forte, ma dotato di una sua legittimazione. Un esecutivo separato dal potere legislativo, così che quest'ultimo possa controllarlo senza reticenze partitiche. Quei due poteri, attraverso controlli e bilanciamenti, debbono potere gestire un bilancio limitato ma autonomo, da utilizzare in funzione anti¬ciclica per promuovere politiche di interesse comune. Insomma, la crescita dell'Eurozona,e dell'Italia al suo interno, richiederà politiche diverse a livello nazionale ma più democrazia comune a livello europeo. Ciò richiederà di combinare soluzioni in continuità con riforme in discontinuità. Se la riforma dell'Italia procederà insieme alla riforma dell'Eurozona, allora il contrasto tra le due genererà un esito positivo per entrambe.

ultima ora, elezioni Comunali di Savona
LISTA 'CITTADINI ITALIANI - CITTADINI SAVONESI'

Ogni blog, particolarmente i piccoli riferiti all'informazione locale, hanno, volenti o non una casacca, o un guinzaglio che dir si voglia, di desinenza e opportunità politica: le notizie dovrebbero essere asettiche, riportate con verità di servizio per i lettori..ma tant'è: in tal senso, noi di 'AR' chiediamo scusa senza ipocriti giri di parole.

Anche a Savona, come in altre città, sarà presente la lista 'Cittadini Italiani', nello specifico virata in 'Cittadini Savonesi' a inglobare PSI, nuovoPSI, Futuro è Socialismo, Altra Savona, Pensionati, Pendolari, qualche cecchino e forse anche qualche marziano, lista camaleonte come se non bastassero quelle civetta e gufo, insomma lo zoo si arricchisce.
'Apostoli della nuova novella evangelica' Biale, Anselmi, Frumento.
A questo punto dopo il 'bla bla' innescato intorno ad 'Alternativa Socialista', simbolo e quant'altro, con espressa volontà di unificazione, coraggio e orgoglio ritrovato, tutto a ramengo, si rischia di rientrare nelle catacombe.
E' vero che è difficile, almeno per noi socialisti (non tutti ovviamente) rinunciare ai 'trenta denari' (parlando di 'Apostoli' si scherza con le parole), si sussurra, solo sussurri niente grida, di trentamila euro disponibili per allestire la campagna elettorale,
Detto questo, per dovere di cronaca verso i nostri elettori, nulla da eccepire a proposito: che, come si suol dire, 'denaro e coscienza ognuno sa per sè'.
Ovviamente, pur con tutti i nostri dubbi, e peggiori incubi, auguriamo che la lista abbia il successo che si prefigge: e oltre.

Riportiamo comunque( il mago Otelma a noi fa un baffo) quanto avevamo scritto giorni fa:

SOCIALISTI MON AMOUR' - Sarebbe auspicabile che le parole scritte mantenessero il loro giusto significato, peso ed equilibrio, con assunzione di responsabilità: ma siamo consci che questo nostro 'strano concetto'' è considerato poco più di una barzelletta.

Dopo quindici anni di catacombe, di martirio nel suo peggiore significato, avevamo ingenuamente creduto, cioè illusi, che i socialisti savonesi intendessero rivivere in piena luce, con ritrovata concordia, l'identità storica di un passato prestigioso.
Si è ricaduti invece nel peggiore nomadismo delle idee falsate, con rivoli di inquinamento, senza discernimento, senza intelligenza, non più liberi ma al 'servizio' di chi al momento offre una carrubba .
Cari amici socialisti, in questo modo non si va lontano, non si va da nessuna parte, di certo saremo costretti, dalla vergogna, cinque minuti dopo passate le elezioni comunali, a nuovamente nasconderci nelle catacombe.(g.g.)



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